AFORISMI,
una finestra sul
mondo
Rubrica di approfondimento
sulla massimazione a cura di
Fabrizio Caramagna
Anno 2010
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| L'Aforisma "giovane" in Germania: Alexander Eilers |
| L'Aforisma in Marocco: Abdelmajid Benjelloun |
| L'Aforisma canadese e americano |
| Don Paterson: l'Aforisma scozzese |
| L'Aforisma in Germania |
| Finlandia: il Premio 'Samuli Paronen' e Sami Feiring |
| Gómez de la Serna e la "gregueria" |
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Laforistica in lingua tedesca è però molto ricca, e tra i contemporanei ci sono diversi autori di aforismi che il pubblico italiano non conosce. Innanzi tutto quello che è considerato da molti il più importante scrittore di aforismi vivente in lingua tedesca, Elazar Benyoëtz, dove per la prima volta ho tradotto in Italia alcuni suoi aforismi. E poi ci sono Franz Josef Czernin, Martin Walser, Jürgen Große, Manfred Rommel, Werner Schneyder, Gerd W. Heyse, Botho Strauß, Michael Rumpf e Franz Hodjak. Nei prossimi articoli cercherò di presentare al lettore italiano alcuni di questi autori. Tra
gli scrittori di aforismi in lingua tedesca dellultima generazione
(quelli
nati dopo il 1970)
segnalo in questo articolo Alexander Eilers,
nato il 15 aprile 1976 a Fulda. Laureato in Filologia inglese e in
Filosofia allUniversità Justus Liebig a Gieße,
Alexander Eilers ha lavorato temporaneamente come editor per una rivista
scientifica, ha tradotto in lingua tedesca testi di argomento psicoanalitico,
e adesso è lettore presso il Dipartimento di Studi Inglesi
e Americani dellUniversità di Gießen. Alexander Eilers ha pubblicato due raccolte di aforismi: Kätzereien (2008) e Underdogmen (2008). E in fase di pubblicazione una ulteriore raccolta intitolata Wissensbisse. Alla mia domanda su che cosa è laforisma, Eilers mi ha risposto Scrivere aforismi è il mio tentativo di trovare un epitaffio perfetto (in un altro aforisma scrive in modo molto ironico Gli aforismi sono i gatti selvatici nel recinto della prosa). Presento al pubblico italiano una breve selezione di aforismi di Alexander Eilers. La traduzione è mia: Laforisma
è la metà migliore della verità. Underdogmen (2008) I
buoni insegnanti trasformeranno gli allievi in autodidatti.
Wissensbisse (2010) I
popoli sono disillusi. Essi credono ancora. *** http://aforisticamente.wordpress.com/2010/10/01/alexander-eilers/#more-1167 |
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Nato nel 1944 a Fès, in Marocco, residente a Rabat, Abdelmajid Benjelloun è professore universitario di Diritto pubblico allUniversità di Casablanca e professore di Storia delle relazioni internazionali allUniversità di Rabat, nonché specialista di storia contemporanea del Marocco. In campo letterario è soprattutto conosciuto per le sue raccolte di poesie e di aforismi. In particolare come aforista ha pubblicato diversi libri tra cui si ricordano: Qui tire sur les bretelles de ma respiration? 1989, Murmure vivrier, 1991, Dogme et friandise ou pulsion de sourire, 1996, Léternité ne penche que du côté de lamour, 1998, Une femme à aimer comme on aimerait revivre après la mort, 1998, Rûmi ou une saveur à sauver du savoir, 2009. Insieme a un gruppo di scrittori marocchini, Abdelmajid Benjelloun è apparso per la prima volta, nel numero 558, del giugno 2001, sulla prestigiosa Nouvelle Revue française, che ha fatto conoscere la sua opera in Europa. Gli aforismi di Abdelmajid Benjelloun hanno quindi avuto sempre più visibilità e sono stati tradotti in molte lingue, e persino in italiano caso strano visto il poco spazio che viene dedicato allaforisma nel nostro paese!. Così una selezione di aforismi tratti da Léternité ne penche que du côté de lamour, Dogme et Friandise e Une femme à aimer comme on aimerait revivre après la mort, è apparsa con traduzione di Angelo Manitta sulla rivista 'Il Convivio' n° 33 - Anno IX n. 2 Aprile Giugno 2008: lo stesso autore ha ricevuto dalla rivista il Premio della Giuria come miglior autore straniero al premio Poesia e Arti figurative nel 2008. Una breve selezione di aforismi di Benjelloun è apparsa anche sulla rivista 'Intifada', poesia araba contemporanea (Collana I fiori n° 4). Come scrive Christian Moncelet nella prefazione al libro "Desir daphorisme": aforisma e poesia sono due parole reputate talvolta incompatibili: parole che si fanno la linguaccia, qui se tirent la langue secondo lespressione di Saint-Exupéry. Due parole opposte come lacqua e il fuoco, il movimento e limmobile, il netto e il vago, il laconico e il prolisso, il dennotato e il connotato. Ma talvolta può avvenire il miracolo Certi scrittori trasformano lantitesi concettuale di aforisma e poesia in nozze ossimoriche. In
Italia le opere di Alda Merini e Alberto Casiraghy sono un esempio
di aforisma poetico, in Francia Renè Char e Malcolm de Chazal,
in Germania Elazar Benyoetz, in Spagna Gomez de la Serna, in Argentina
Antonio Porchia, in Romania Valeriu Butulescu. E molto difficile fare una buona miscela con così tanti ingredienti e così poche parole scrive ancora lautore. Quello che intendo esprimere è ciò che mi ispirano Dio, leternità, la respirazione, il silenzio, leco, ll ruscello, limmobilità, la donna e la morte. Effettivamente lautore con la combinazione di poche parole riesce a variare in modo sorprendente laforisma. Ecco un esempio tratto da Qui tire sur les bretelles de ma respiration: -
La mort est une transparence en folie (la
morte è una trasparenza della follia) In un altro suo libro, per spiegare il metodo che presiede alla sua creazione, Abdelmajid Benjelloun scrive che Quello che hanno di particolare i miei aforismi è che essi ricercano, con poche parole, la sostanza. Ma si potrà anche dire che la folgorazione che presiede alla composizione di alcuni miei testi può ricondurre alla scrittura automatica, cara ai surrealisti. Ma avverte ancora Abdelmajid Benjelloun la mia scrittura è più complessa. Lo spontaneo presso di me è lavorato. Intervistato
dal blog "Aforistica/mente" su come e perchè è
arrivato allaforisma, Abdelmajid Benjelloun ci risponde: Sempre nella breve intervista rilasciata ad Aforistica/mente, Abdelmajid Benjelloun scrive che i suoi modelli aforistici sono: Antonio, Porchia, Emil Cioran, Ramon Gomez de la Serna, Roger Munier. Pubblico con una mia traduzione personale una selezione di circa sessanta aforismi tratti da chi "Qui tire sur les bretelles de ma respiration? Aphorismes poétiques" - 1989, Rabat
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La vita è una domanda a una risposta, che non è nè
una domanda nè una risposta. *** http://fabriziocaramagna.blogspot.com/2010/02/ramon-gomez-de-la-serna-428-greguerias.html |
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CANADA: Pierre Legarè I
critici del nostro paese non lo conoscono, tantomeno i lettori. La
pubblicazione dei suoi aforismi nel 2003 in Quebec è un evento
storico che non li ha toccati e non li tocca nemmeno adesso. Hanno
altri miti, altri amori. Pierre
Legarè è uno dei tanti personaggi che ci ha dato l'America
in questi anni, ma è uno dei pochi apprezzabili in mezzo a
una pletora debilitante di scrittori gialli, noir e fantasy. Ovviamente
Pierre Legarè non è mai stato tradotto in italiano,
per le solite logiche incomprensibili dei nostri editori impegnati
su altri fronti. -
Le cacche di uccelli sopra un'automobile bianca sono nere, sopra un'automobile
nera, sono bianche.
USA: Lyn Hejinian e James Richardson Lyn Hejinian, Aphorisms for Free (for RZ) Camelia
Elias, docente all'Università di Roskild in Danimarca, studiosa
di Estetica e di Letteratura nord americana e inglese, autrice del
libro "The Fragment: Towards A History And Poetics Of A Performative
Genre" (si veda anche il suo bellissimo blog intitolato Frag/ments
), traduttrice in lingua danese degli aforismi di Valeriu Butulescu
e di Emil Cioran, ci segnala un componimento poetico di Lyn
Hejinian, poetessa, saggista, traduttrice e giornalista americana,
nata nel 1941.
James
Richardson nato nel 1950, cresciuto a Garden City (New
York),
ha studiato alle università di Princeton e Virginia. E' poeta,
scrittore di aforismi e autore di studi di critica letteraria. Per
la sua opera ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti tra cui nel
2002 "The Award in Literature from the American Academy of Arts
and Letters". E' docente di Inglese e Scrittura creativa all'Università
di Princeton. http://aforisticamente.wordpress.com/
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Don
Paterson, personaggio eccentrico e complesso, è nato a Dundee,
Scozia, nel 1963. "Ho lasciato la scuola a 16 anni. E' colpa
mia. Ero ossessionato dalla musica, non vedevo l'ora di essere chitarrista
jazz", afferma in uno dei suo libri. Dopo quattro anni passati
a suonare in alcuni gruppi musicali a Dundee, Don Paterson si trasferisce
a Londra dove lavora con il batterista e percussionista jazz Ken Hyder.
Fu in quel periodo che cominciò a scrivere i primi versi. http://aforisticamente.wordpress.com/ |
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In
Germania c'è l'Associazione degli amici
dell'aforisma tedesco presso la città di Hattingen (Förderverein
Deutsches Aphorismus-Archiv Hattingen e.V.) e collegato ad essa
la DAphA, l'archivio dell'aforisma tedesco
(DAphA Deutsche aphorism archive). Dapha è un progetto ambizioso
la cui finalità è la costituzione di un immenso biblioteca,
di un archivio documentale dedicato al genere aforistico con un parallelo
database in formato elettronico accessibile su internet. Il sito isituzionale
dell'Associazione è http://www.dapha.de/
ed è ricco di informazioni.
Elazar Benyoëtz, 40 aforismi Poeta
e scrittore di aforismi (da taluni è considerato il più
grande aforista tedesco vivente), Elazar Benyoëtz è
nato nel 1937 a Wiener Neustadt in Germania. Figlio di ebrei austriaci,
a causa delle persecuzioni naziste, fugge nel 1939 con i suoi genitori
in Palestina. Come scrive la studiosa Chaim Vogt-Moykopf nell'articolo
su "Letteratura israeliana in lingua tedesca o letteratura germanofona
in Israele" gli ebrei germanofoni che sbarcarono in Palestina
tra il 1933 e il 1940 erano degli espulsi da una cultura che avevano
adorato, alla quale si sentivano perfettamente integrati, per non
dire assimilati. Citavano meglio i poemi di Schiller e di Goethe e
le opere di Marx ed Engels che il Talmud e la Torah." |
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Nella
lontana Finlandia esiste una delle più importanti associazioni
aforistiche, la Suomen aforismiyhdistys
il cui Presidente è Sami Feiring. A partire dal 2006, l'associazione ha istituito in onore di Samuli Paronen il premio Samuli Paronen per l'aforisma (in finlandese"Samuli Paronen Palkinnon"), che si svolge a Maggio (Paronen nasce il 23 maggio del 1917). Assegnato per la prima volta nel 2006, alla poetessa e aforista Helena Anhava, il premio è stato consegnato successivamente nel 2007 alla poetessa, saggista e aforista Mirkka Rekola, nel 2008 allo scrittore, poeta, editore e aforista Paavo Haavikko e nel 2009 allo scrittore, saggista a aforista Markku Envall. Il
premio è stato istituito in onore di Samuli Paronen, nato nel
1917 a Virolahti in Finlandia e morto nel 1974. Samuli Paronen è
una figura antiletteraria per definizione che ha lavorato per anni
come operaio nel settore agricolo e forestale, nella parte orientale
della Finlandia, in Carelia, prima di dedicarsi pienamente alla letteratura. Nessuno
schiavo aspira a diventare libero. La maggior parte si sforza di diventare
padrone
Intervista
a Sami Feiring Dell'associazione
aforistica finlandese "Suomen aforismiyhdistys", Sami
Feiring ne è il presidente. E' molto gentile e ha risposto
a tutte le domande. L'intervista si è svolta in concomitanza
con la conclusione del Premio Samuli Paronen 2010 che quest'anno è
stato assegnato all'aforista Arto Seppälä . Sami
Feiring |
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nato a Madrid
nel 1888 e morto a Buenos Aires nel 1963, creò per la prima
volta nel 1910 la "gregueria",
Molti lettori non riescono a comprendere che cosa significhi "gregueria". Credono che sia a una massima, un pensiero filosofico, un motto di spirito. Pensano di trovarsi davanti a una riflessione morale, avente un carattere universale e sentenzioso. E siccome non trovano nulla di tutto questo, vedono la "gregueria" come una sfida al buon senso, un paradosso fine a se stesso. Alcuni la scambiano per una barzelletta o una facezia, altri per una metafora poetica, altri ancora per un calembour di immagini. In realtà è più semplice definire la gregueria (che in spagnolo vuol dire "schiamazzo", "parlottio", "trambusto") come ciò che non è. La gregueria non è un luogo comune, non è mai ovvia. Come scrive Gomez de la Serna, "non deve somigliare a nulla che sia stato già detto". La gregueria è una immensa galassia popolata da miriadi di oggetti accostati per accumulazione o mediante associazioni inusitate e fulminanti. Gli ingredienti di questo processo sono stati indicati da Gomez attraverso la famosa associazione Metafora +Umorismo = Gregueria. Anche se il binomio non è sufficiente a spiegare tutte le greguerias. In queste metafore visive e giochi di parole con tocchi di umorismo e, a volte di assurdo, c'è sempre un elemento di sorpresa per il lettore. Ecco alcune delle greguerias più famose (la traduzione in italiano è di Danilo Manera): Nell'elenco
del telefono siamo tutti esseri microscopici. Purtroppo la ricezione in Italia delle "greguerias" di Gomez de la Serna non ha avuto una grande fortuna. Una selezione "Mille e una gregueria", con la splendida traduzione di Danilo Manera, è stata pubblicata nel 1993 dalla Biblioteca del Vascello e adesso è fuori commercio. Gesualdo Bufalino, non solo un grande narratore, ma anche un brillante aforista, era sedotto dalle greguerias (che lui chiamava Sghiribizzi) e ne tradusse una selezione presso Bompiani. Il libro uscito nel 1997, è anch'esso fuori commercio. Un'altra selezione di greguerias "Ciao come stai" è stata pubblicata da Polistampa nel 2004 con una traduzione meno brillante e con un sottotitolo "Motti di spirito" che, ahimè, non è molto azzeccato. L'unico pregio del libro è che è ancora in catalogo. In questa indifferenza tutta italiana per l'opera di Gomez de la Serna, è passata del tutto inosservata (e infatti qui da noi nessun giornale o rivista ne ha parlato!) la notizia che Laurie-Anne Laget, ispanista e fresca dottoranda presso la Université de Paris III, ha scoperto un archivio contenente 538 pagine di greguerias (circa 12 greguerias per pagina di cui molte cancellate o difficili da leggere). Queste greguerias, che a giudizio di Laget, "hanno una dimensione più riflessiva e poetica"), erano contenute all'interno di un materiale più vasto di ben 65 scatoloni con manoscritti, appunti, schede e libri conservati presso l'Università di Pittsburgh, che acquistò tutto questa documentazione dalla vedova dello scrittore nel 1970, sette anni dopo la morte dello scrittore. Queste greguerias furono scritte da Ramon negli ultimi anni, precisamente tra il 1958-1961. Secondo Laurie-Anne Laget erano destinate a un futuro libro che non fu mai pubblicato, ma che l'autore aveva già intitolato "Nuove Greguerias". Per chi volesse leggere una anteprima di questo ampio materiale, sono state appena riprodotte 428 greguerias in un libro edito dalla casa editrice spagnola Fabrica Editorial, nella sua collana Blow Up, classificate da Laurie-Anne Laget e accompagnate da 15 fotografie di Chema Madoz, delle vere e proprie greguerias visive. Ecco alcune delle greguerias di Ramon Gomez de la Serna recentemente venute alla luce e presentate al pubblico italiano (la traduzione è di F. Caramagna): Le
parole sono lo scheletro delle cose e per questo motivo resistono
più a lungo delle cose. La chiave di queste greguerias ce la fornisce l'ispanista Laurie-Anne Laget nella introduzione di questo libro quando ci ricorda la descrizione che Ramon dava del suo alter-ego: "No es un escritor, ni un pensador, es un mirador" "Non è uno scrittore, nè un pensatore. E' un occhio che guarda". E' sempre Laurie-Anne Laget che aggiunge: "L'archivio di Pittsburgh è un vero e proprio giacimento di materiale inedito: stiamo preparando l'edizione di un "Dizionario". Ramon passò tutta la sua vita a collezionare parole, si appuntava le definizioni del dizionario oppure inventava nuove definizioni oppure scriveva un disegno o una gregueria". Chissà se un giorno, nella miriade di romanzi e romanzetti che finiscono quotidianamente nelle nostre librerie, ci sarà mai un editore italiano disposto a pubblicare qualcosa dei tanti inediti di Gomez de la Serna. http://fabriziocaramagna.blogspot.com/2010/02/ramon-gomez-de-la-serna-428-greguerias.html |
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