AFORISMI,
una finestra sul
mondo
Rubrica di approfondimento
sulla massimazione a cura di
Fabrizio Caramagna
Anno 2010
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Carlo Gragnani e la bolla speculativa dei tulipani |
| L'Aforisma canadese e americano |
| Don Paterson: l'Aforisma scozzese |
| L'Aforisma in Germania |
| Finlandia: il Premio 'Samuli Paronen' e Sami Feiring |
| Gómez de la Serna e la "gregueria" |
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Da tempo cercavo nelle librerie antiquarie di mezza Europa i libri pubblicati dalleconomista e aforista ticinese Carlo Gragnani senza mai trovarne uno. Grazie ad Anna Antolisei, Presidente del premio aforistico "Torino in Sintesi" e curatrice di molti libri sullaforisma (in particolare lantologia Lalbero degli aforismi) ho finalmente risolto lenigma. I due libri di Carlo Gragnani, che Anna Antolisei mi ha gentilmente prestato, con mio grande stupore non recavano il nome di nessuna casa editrice, ma erano semplicemente stampati in forma privata presso una tipografia di Lugano. Carlo Gragnani (morto recentemente alla soglia dei 100 anni, si veda anche il mio articolo In ricordo di Carlo Gragnani) è uno dei più ironici e brillanti scrittori contemporanei di aforismi. Il fatto che alcuni dei suoi libri siano stati stampati in forma privata presso una tipografia la dice lunga sulla ricezione dellaforisma presso la case editrici e quindi il grande pubblico. Si comprano tonnellate di gialli e thriller (meglio se scandinavi), si declina romanzo in tutte le sue forme (meglio se a scriverlo è un esordiente, non importa che cosa scriva, limportante che sia giovane, poi ci pensa lofficina delle grandi case editrici a ritagliare un prodotto su misura per il pubblico), mentre chi scrive aforismi, non importa se geniali ed ironici, è costretto ad affidarsi a qualche editore minore o a una tipografia. Tutto questo mi ricorda la bolla speculativa dei tulipani nel lontano 1600 (Carlo Gragnani è stato un dirigente del Fondo Monetario Internazionale e sicuramente avrà avuto presente questo fenomeno speculativo). In quel periodo, presso le classi aristocratiche olandesi e tedesche, era in uso di collezionare tulipani. Anno dopo anno il prezzo dei tulipani aumentò fino a raggiungere prezzi esorbitanti. Nel 1636 la domanda di tulipani era cresciuta a un livello tale che si iniziò a scambiare i bulbi in diverse borse olandesi. I tulipani non venivano più solo scambiati dai collezionisti, ma dagli agenti di borsa e dagli speculatori. Si arrivò così a scambiare un bulbo di tulipano con barili di birra, libbre di burro, tonnellate di formaggio (allapice della bolla speculativa cè chi vendette una fabbrica di birra per comprare tre bulbi di tulipano!). Finchè, come in tutte le bolle speculative, il tarlo insinuante del dubbio fece crollare tutto. Credo che una bolla speculativa sia presente anche nella nostra editoria, dove un thriller scandinavo ha più valore di decine di classici della letteratura (fuori catalogo) e un giovane e sconosciuto narratore esordiente costringe un Carlo Gragnani a stampare presso una tipografia di Lugano. E assurdo come tutte le bolle speculative, ma questo è il mercato. In attesa che tutta lopera di Carlo Gragnani abbia il posto che merita e che venga ristampata presso qualche editore (poco prima del centesimo compleanno di Gragnani, nellaprile di questanno, si parlava di una edizione curata dallamico filosofo Carlo Sini ma poi non si è saputo più niente), pubblico una scelta di aforismi tratti dalle due raccolte (un misto di aforismi, racconti brevi e apologhi) Radici (Lugano 2001) e Senza impegno (Lugano 1999). Come in tutti gli aforismi di Gragnani prevale lironia malinconica (una penna appuntita e leggera alla Renard scrive Gino Ruozzi) con una prevalenza di aforismi dedicati al tema della vecchiaia. Radici, Lugano 2001 -
Il momento migliore delle favole è quando il bambino casca
dal sonno.
*** Senza impegno, Lugano 1999 -
Quei libri comprati e messi da parte per i giorni della vecchiaia
e poi mai letti non per mancanza di vecchiaia ma a causa di essa. http://aforisticamente.wordpress.com/2010/08/24/carlo-gragnani-e-la-bolla-speculativa-dei-tulipani/ |
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CANADA: Pierre Legarè I
critici del nostro paese non lo conoscono, tantomeno i lettori. La
pubblicazione dei suoi aforismi nel 2003 in Quebec è un evento
storico che non li ha toccati e non li tocca nemmeno adesso. Hanno
altri miti, altri amori. Pierre
Legarè è uno dei tanti personaggi che ci ha dato l'America
in questi anni, ma è uno dei pochi apprezzabili in mezzo a
una pletora debilitante di scrittori gialli, noir e fantasy. Ovviamente
Pierre Legarè non è mai stato tradotto in italiano,
per le solite logiche incomprensibili dei nostri editori impegnati
su altri fronti. -
Le cacche di uccelli sopra un'automobile bianca sono nere, sopra un'automobile
nera, sono bianche.
USA: Lyn Hejinian e James Richardson Lyn Hejinian, Aphorisms for Free (for RZ) Camelia
Elias, docente all'Università di Roskild in Danimarca, studiosa
di Estetica e di Letteratura nord americana e inglese, autrice del
libro "The Fragment: Towards A History And Poetics Of A Performative
Genre" (si veda anche il suo bellissimo blog intitolato Frag/ments
), traduttrice in lingua danese degli aforismi di Valeriu Butulescu
e di Emil Cioran, ci segnala un componimento poetico di Lyn
Hejinian, poetessa, saggista, traduttrice e giornalista americana,
nata nel 1941.
James
Richardson nato nel 1950, cresciuto a Garden City (New
York),
ha studiato alle università di Princeton e Virginia. E' poeta,
scrittore di aforismi e autore di studi di critica letteraria. Per
la sua opera ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti tra cui nel
2002 "The Award in Literature from the American Academy of Arts
and Letters". E' docente di Inglese e Scrittura creativa all'Università
di Princeton. http://aforisticamente.wordpress.com/
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Don
Paterson, personaggio eccentrico e complesso, è nato a Dundee,
Scozia, nel 1963. "Ho lasciato la scuola a 16 anni. E' colpa
mia. Ero ossessionato dalla musica, non vedevo l'ora di essere chitarrista
jazz", afferma in uno dei suo libri. Dopo quattro anni passati
a suonare in alcuni gruppi musicali a Dundee, Don Paterson si trasferisce
a Londra dove lavora con il batterista e percussionista jazz Ken Hyder.
Fu in quel periodo che cominciò a scrivere i primi versi. http://aforisticamente.wordpress.com/ |
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In
Germania c'è l'Associazione degli amici
dell'aforisma tedesco presso la città di Hattingen (Förderverein
Deutsches Aphorismus-Archiv Hattingen e.V.) e collegato ad essa
la DAphA, l'archivio dell'aforisma tedesco
(DAphA Deutsche aphorism archive). Dapha è un progetto ambizioso
la cui finalità è la costituzione di un immenso biblioteca,
di un archivio documentale dedicato al genere aforistico con un parallelo
database in formato elettronico accessibile su internet. Il sito isituzionale
dell'Associazione è http://www.dapha.de/
ed è ricco di informazioni.
Elazar Benyoëtz, 40 aforismi Poeta
e scrittore di aforismi (da taluni è considerato il più
grande aforista tedesco vivente), Elazar Benyoëtz è
nato nel 1937 a Wiener Neustadt in Germania. Figlio di ebrei austriaci,
a causa delle persecuzioni naziste, fugge nel 1939 con i suoi genitori
in Palestina. Come scrive la studiosa Chaim Vogt-Moykopf nell'articolo
su "Letteratura israeliana in lingua tedesca o letteratura germanofona
in Israele" gli ebrei germanofoni che sbarcarono in Palestina
tra il 1933 e il 1940 erano degli espulsi da una cultura che avevano
adorato, alla quale si sentivano perfettamente integrati, per non
dire assimilati. Citavano meglio i poemi di Schiller e di Goethe e
le opere di Marx ed Engels che il Talmud e la Torah." |
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Nella
lontana Finlandia esiste una delle più importanti associazioni
aforistiche, la Suomen aforismiyhdistys
il cui Presidente è Sami Feiring. A partire dal 2006, l'associazione ha istituito in onore di Samuli Paronen il premio Samuli Paronen per l'aforisma (in finlandese"Samuli Paronen Palkinnon"), che si svolge a Maggio (Paronen nasce il 23 maggio del 1917). Assegnato per la prima volta nel 2006, alla poetessa e aforista Helena Anhava, il premio è stato consegnato successivamente nel 2007 alla poetessa, saggista e aforista Mirkka Rekola, nel 2008 allo scrittore, poeta, editore e aforista Paavo Haavikko e nel 2009 allo scrittore, saggista a aforista Markku Envall. Il
premio è stato istituito in onore di Samuli Paronen, nato nel
1917 a Virolahti in Finlandia e morto nel 1974. Samuli Paronen è
una figura antiletteraria per definizione che ha lavorato per anni
come operaio nel settore agricolo e forestale, nella parte orientale
della Finlandia, in Carelia, prima di dedicarsi pienamente alla letteratura. Nessuno
schiavo aspira a diventare libero. La maggior parte si sforza di diventare
padrone
Intervista
a Sami Feiring Dell'associazione
aforistica finlandese "Suomen aforismiyhdistys", Sami
Feiring ne è il presidente. E' molto gentile e ha risposto
a tutte le domande. L'intervista si è svolta in concomitanza
con la conclusione del Premio Samuli Paronen 2010 che quest'anno è
stato assegnato all'aforista Arto Seppälä . Sami
Feiring |
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nato a Madrid
nel 1888 e morto a Buenos Aires nel 1963, creò per la prima
volta nel 1910 la "gregueria",
Molti lettori non riescono a comprendere che cosa significhi "gregueria". Credono che sia a una massima, un pensiero filosofico, un motto di spirito. Pensano di trovarsi davanti a una riflessione morale, avente un carattere universale e sentenzioso. E siccome non trovano nulla di tutto questo, vedono la "gregueria" come una sfida al buon senso, un paradosso fine a se stesso. Alcuni la scambiano per una barzelletta o una facezia, altri per una metafora poetica, altri ancora per un calembour di immagini. In realtà è più semplice definire la gregueria (che in spagnolo vuol dire "schiamazzo", "parlottio", "trambusto") come ciò che non è. La gregueria non è un luogo comune, non è mai ovvia. Come scrive Gomez de la Serna, "non deve somigliare a nulla che sia stato già detto". La gregueria è una immensa galassia popolata da miriadi di oggetti accostati per accumulazione o mediante associazioni inusitate e fulminanti. Gli ingredienti di questo processo sono stati indicati da Gomez attraverso la famosa associazione Metafora +Umorismo = Gregueria. Anche se il binomio non è sufficiente a spiegare tutte le greguerias. In queste metafore visive e giochi di parole con tocchi di umorismo e, a volte di assurdo, c'è sempre un elemento di sorpresa per il lettore. Ecco alcune delle greguerias più famose (la traduzione in italiano è di Danilo Manera): Nell'elenco
del telefono siamo tutti esseri microscopici. Purtroppo la ricezione in Italia delle "greguerias" di Gomez de la Serna non ha avuto una grande fortuna. Una selezione "Mille e una gregueria", con la splendida traduzione di Danilo Manera, è stata pubblicata nel 1993 dalla Biblioteca del Vascello e adesso è fuori commercio. Gesualdo Bufalino, non solo un grande narratore, ma anche un brillante aforista, era sedotto dalle greguerias (che lui chiamava Sghiribizzi) e ne tradusse una selezione presso Bompiani. Il libro uscito nel 1997, è anch'esso fuori commercio. Un'altra selezione di greguerias "Ciao come stai" è stata pubblicata da Polistampa nel 2004 con una traduzione meno brillante e con un sottotitolo "Motti di spirito" che, ahimè, non è molto azzeccato. L'unico pregio del libro è che è ancora in catalogo. In questa indifferenza tutta italiana per l'opera di Gomez de la Serna, è passata del tutto inosservata (e infatti qui da noi nessun giornale o rivista ne ha parlato!) la notizia che Laurie-Anne Laget, ispanista e fresca dottoranda presso la Université de Paris III, ha scoperto un archivio contenente 538 pagine di greguerias (circa 12 greguerias per pagina di cui molte cancellate o difficili da leggere). Queste greguerias, che a giudizio di Laget, "hanno una dimensione più riflessiva e poetica"), erano contenute all'interno di un materiale più vasto di ben 65 scatoloni con manoscritti, appunti, schede e libri conservati presso l'Università di Pittsburgh, che acquistò tutto questa documentazione dalla vedova dello scrittore nel 1970, sette anni dopo la morte dello scrittore. Queste greguerias furono scritte da Ramon negli ultimi anni, precisamente tra il 1958-1961. Secondo Laurie-Anne Laget erano destinate a un futuro libro che non fu mai pubblicato, ma che l'autore aveva già intitolato "Nuove Greguerias". Per chi volesse leggere una anteprima di questo ampio materiale, sono state appena riprodotte 428 greguerias in un libro edito dalla casa editrice spagnola Fabrica Editorial, nella sua collana Blow Up, classificate da Laurie-Anne Laget e accompagnate da 15 fotografie di Chema Madoz, delle vere e proprie greguerias visive. Ecco alcune delle greguerias di Ramon Gomez de la Serna recentemente venute alla luce e presentate al pubblico italiano (la traduzione è di F. Caramagna): Le
parole sono lo scheletro delle cose e per questo motivo resistono
più a lungo delle cose. La chiave di queste greguerias ce la fornisce l'ispanista Laurie-Anne Laget nella introduzione di questo libro quando ci ricorda la descrizione che Ramon dava del suo alter-ego: "No es un escritor, ni un pensador, es un mirador" "Non è uno scrittore, nè un pensatore. E' un occhio che guarda". E' sempre Laurie-Anne Laget che aggiunge: "L'archivio di Pittsburgh è un vero e proprio giacimento di materiale inedito: stiamo preparando l'edizione di un "Dizionario". Ramon passò tutta la sua vita a collezionare parole, si appuntava le definizioni del dizionario oppure inventava nuove definizioni oppure scriveva un disegno o una gregueria". Chissà se un giorno, nella miriade di romanzi e romanzetti che finiscono quotidianamente nelle nostre librerie, ci sarà mai un editore italiano disposto a pubblicare qualcosa dei tanti inediti di Gomez de la Serna. http://fabriziocaramagna.blogspot.com/2010/02/ramon-gomez-de-la-serna-428-greguerias.html |
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