GIOIELLI da SCOPRIRE

( Libri e NonSoloLibri )


 

 

Sommario delle altre pagine --(-Clicca il quadratino-)
2011 - 2 Calandrone - Magrini - Alaimo - Morpurgo - Sella - G. Garibaldi
2011
Lorandi e Montalto - Morone - Leonardi e Vigliani - Camporesi - Giovannelli - Del Bianco
2010 Foglia - Maramotti - Bianchi - Gerardi
2009 - 2 Santamaria - Caramagna - Bertoldo - Frisa - Sblando
2009 - 1 Lazzarini - Mascolo - Pappalardo La Rosa - Mazzacurati - Aciman
2008 - 2 AAVV - Avezza - Baum/Guidi - Amorese - Conte - Cora
2008 - 1 Accattino - Nasi - Di Poce - Lazzarini
2007 Schira - Taylor - Serofilli - De Luca - Mancini
2006 Fuster - Montalto - Bertoldo - Santamariaa
2005 - 2 Motalto - Turco - Marchi - Barcella - Sica
2005 - 1 Brunelli - Marchetti - AA VV - Antolisei/Piacentini - Lazzarini - Morello
2004 Sartorelli - Antolisei - Brunelli

 

 





Maria Brunelli

Prima dell'invasione

Romanzo

LietoColle Libri


 


Chi conosce la narrativa di Maria Brunelli, da "Nemici di famiglia"a "L'ultimo concerto", a "Passo
d'addio", può restare inizialmente scombussolato leggendo Prima dell'invasione (LietoColle, 2005), dove dal registro realistico si passa a uno più apertamente fantastico-metaforico, e vede scoppiare bengala nel cielo, incontra personaggi che s'innamorano carnalmente d'un'oca (per poi passare a infatuazioni omoerotiche), oppure s'innamorano di un orologio che è soltanto un sostituto (ersatz) del vero oggetto d'amore, o ai quali crescono protuberanze in fronte, cheratinose certamente anche se non ramificate come i palchi dei cervi. Poi però ricorda che la Brunelli ha, fra l'altro, fatto studi psicoanalitici e nella sua opera c'è un saggio in cui scandaglia il paradigma del maschile e del femminile a partire dall'età del Romanticismo, perché - differenze biologiche a parte - maschile e femminile risentono delle differenziazioni culturali che le varie società e le varie epoche storiche vi attribuiscono (Due corpi un'anima sola, Rizzoli, MI, 1988).
E si avvede inoltre che, già a partire dal prologo, si parla di realtà onirica e d'inconscio e il linguaggio dell'intero libro non fa che ricorrere a citazioni delle più divulgate "teorie" psicoanalitiche (soprattutto Freud), arrivando con esse a dare il titolo a molti capitoli ("Quando serpeggia l'invidia del pene", "Patologia sexualis", "Psicodramma", "Analisi di gruppo", "La rivincita del super Ego"). Infine - dulcis in fundo - della Brunelli ritrova l'abituale umorismo e la più corrosiva ironia, come in quest'irrisione: "Si attirò l'accusa di non aver mai superato la fase anale, incapace com'era di donare le sue feci a qualcuno, nemmeno al Curatore [d'Anime, idest lo psicoanalista] che, per professione, era pronto a fungere da vaso da notte" (p. 18).
Si capisce così che Prima dell'invasione è soprattutto un divertissement, una garbata presa in giro della psicoanalisi e dei suoi riti, anche se resta fondamentalmente una narrazione e si avvale perciò di personaggi e figure variamente rapportati fra di loro in una ben strutturata fiction, che vedono nella loro cornice ambientale anche una manifattura tessile, anzi una "Onorata fabbrica di Drappi e Velluti". Come sempre nella Brunelli a volte prevale l'umorismo e a volte l'ironia (che ha una funzione critica)...
[...] Sul piano linguistico, oltre alle più consuete parole latine (Fiat lux, vita nova, tot capita tot sententiae) e francesi (beau geste), compaiono in questo libretto più numerose quelle tedesche, che sono indice dell'origine del campo degli studi psicoanalitici (Ich Ville, Ich Macht; Ville zur Macht), ma potrebbero indicare anche un'allusione più generalizzante a una certa cultura germanica (Isotta, Wotan, Walhalla, Walchiria), dove può trovare implicito spazio lo stesso Nietzsche, se nel nome di uno dei protagonisti principali della narrazione, grazie al duplice lemma di "uomo" in quella lingua, vi è da vedere un passaggio da Uebermann a Uebermensch.
Stilisticamente, infine, si nota l'uso appositivo (con costruzione ad ablativo assoluto alla latina, ma col participio presente) di sintagmi, uso al quale la Brunelli era già ricorsa in "Passo d'addio", come in "presentimento favente [favorente]" (p. 48) e in "faventi Poros e Penìa" (p. 67), che vede ancora una volta l'impiego umoristico-ironico dei mitici progenitori dell'universale Eros, che era per Platone l'artefice e la leva di ogni moto dell'anima.

Sergio Spadaro

"Un libro nato per caso, una serie di ritratti surreali ma verosimili e delle e-mail galeotte. C’è il dramma tragicomico di un ragioniere e c’è una seducente Oca Fatale che, né bionda, né mamma, infrange ogni fotoromanzesco o favolistico cliché. C’è il velleitario ingegner Übermann, che di nietzscheano e superumano ha sì il cognome, «l’incontenibile intelligenza» e la volontà di potenza, vistosamente disumanate però dalla protuberanza che tiene malcelata sotto il berretto. E c’è donna Isotta, languida negli ardori, lirica nei sospiri, wagneriana negli amori: non fosse che per l’aver amato fino alla morte (di lui) il virgineo figlio del giardiniere, paggio dai ricci d’angelo e il nome evocativo di Tristano. E un Odino e un’Azucena, un Curatore d’anime e un Wotan..." [...]
[...] "Ecco così Prima dell’invasione (92 pagine, 13 euro): una fiaba, una lirica, un divertissement, come uno scherzo spassoso e musicale."
"Il Giornale"
n. 129 del 30-05-05 pagina 20 - Cultura

LietoColle Libri: Via Principale, 9 - 22020 Faloppio (Como)
Tel. e fax: 031 986292 - www.lietocolle.it

 

 

 


Antonio Marchetti

L'orecchio Alato

( I poeti hanno l'orecchio piegato in un verso )

Aforismi

LietoColle Libri

 

 


Finalmente l'orecchio mette le ali

E' senza dubbio monotematica la raccolta di aforismi di Antonio Marchetti che LietoColle ha dato di recente alla stampa. Parla di un organo sensoriale, l'orecchio, al quale non sempre è stato reso il giusto tributo, vuoi sotto il profilo letterario, vuoi sotto quello ancora più trascurato, bistrattato e spesso ridicolizzato dell'immagine.
E, in effetti, sono due volte buffe le orecchie che se ne restano pressoché immobili, impassibili a metterci "la testa tra virgolette": di certo mancano
della luce seducente dell'occhio o della sensuale morbidezza delle labbra, non hanno la tiepida estensione della pelle e, persino di fronte al naso, non fanno poi questa gran bella figura. Di tutto questo, però, "credavamo" di essere certi sino a che Marchetti non decide di tesserne l'elogio, rendendo proprio l'orecchio protagonista assoluto di una raccolta d'aforismi tra le più singolari e gustose degli ultimi tempi.
Il titolo del compendio, "L'orecchio alato", ci mette subito sulla strada del ravvedimento sollevando ad alta quota la stima dovuta
, invece, a due conchiglie di cartilagine che sono assai più di quel poco che il luogo comune ha voluto renderle. Marchetti le fa nascere a vita propria, gli presta una voce, attribuisce loro emozioni e sentimenti: il tutto, con un senso dell'ironia spigliato ed elegante, con tocchi d'ineffabile fantasia alternati, nella giusta misura, al più pratico spirito d'osservazione.
E non scorda affatto, l'Autore, di coniugare al puro e semplice organo sensoriale la sua funzione di strumento dell'udito e, dunque, di fautore dell'ascolto. Seppure miscelati in un unico contesto, orecchio, udito e ascolto si rincorrono tra una battuta surreale e una massima
lapidaria, tra una sentenza tetragona ed un accenno di dolcezza poetica; per ottantaquattro pagine esenti del tutto dall'oppressione della noia.
Segue, meglio distinto, il breve capito dal titolo "Altrove", dove gli aforismi hanno un carattere più generico ma non meno peculiare. E, per finire, la dotta postfazione di Alberto Giorgio Cassani che giustamente conferisce alla raccolta un diploma di consecutio nella classicità dell'universo aforistico.
Un libro da non perdere, insomma: per gli appassionati del genere e per chiunque voglia recuperare una quantità
considerevole di spunti - ottimi - per la riflessione. Anche sul tema dell'orecchio, sì: e non potete immaginare quanti.


Anna Antolisei

LietoColle Libri: Via Principale, 9 - 22020 Faloppio (Como)
Tel. e fax: 031 986292 - www.lietocolle.it

 

 

 

 

Racconti gialli e noir

GIALLO
PISANO

Paola Alberti
Graziano Braschi
Divier Nelli
Riccardo Parigi - Massimo Sozzi
Renzo Zucchini

Felici Editore

 

 


Il giallo italiano si specializza

Non a caso, "giallo pisano" è il colore preminente con cui sono decorati i palazzi che si affacciano sul centro storico di Pisa: ottimo titolo, dunque, con cui battezzare la prima antologia del mistery italiano tutto concepito da Autori toscani. La prima, teniamo a sottolineare, perché dà il via ad un progetto assai più realistico che supponente, tanto intelligente quanto utile per chiunque voglia allargare la chiave di lettura dei cinque racconti di cui l'antologia stessa è composta, dal prettamente letteraio sino al sociale. Progetto, questo, che felicemente garantisce agli appassionati del giallo la pubblicazione annuale di analoghe raccolte.
E solo dei veri amanti ed esperti del giallo potevano concepire una iniziativa, subito avallata dall'altrettanto toscano editore Felici, che si assume l'onore e l'onere di portare meglio alla ribalta un "genere" di letteratura dalle consolidate tradizioni com'è il giallo italiano, con una variante in più: quella di operare un sottile distinguo tra le varie realtà regionali del nostro Paese.
I sei Autori, pur lavorando abilmente di fantasia in modo assai dissimile l'uno dall'altro, mantengono un rigoroso denominatore comune nel ritrarre il profilo di una Pisa piena di segreti e di mistero, satura di
fascino e di brivido. Sono Renzo Zucchini, già autore di La pietra bugiarda; Riccado Parigi, della scuderia Mondadori come Massimo Sozzi; il noto critico Graziano Braschi ed il più che promettente Divier Nelli; tutti "coordianti", nell'operazione antologia, dalla scrittrice Paola Alberti, unica voce femminile, ma per nulla flebile, tra i firmatari del libro.
Racconti, insomma, tutti da godere ma non solo: anche da elogiare per come rafforzano la peculiarità del giallo italiano evidenziando proprio quelle differenti connotazioni di patrimonio culturale e di stile che, vivaddio, proteggono il lettore "scafato" dalla desolante monotonia del giallo - puta caso - made in USA.

Anna Antolisei

Felici Editore srl: Via Carducci, 64/C- 56010 San Giuliano Terme (Pisa)
Tel. 050 878159 - 050 8755588 - www.felicieditore.it

 

 

 

" Dialoghi dell'Es "

Poesie di Anna Antolisei e dipinti di Elena Piacentini

Prefazione di Angelo Mistrangelo

 


 

" Il percorso pittorico di Elena Piacentini si snoda attraverso una successione di immagini, di attese, di silenzi; si identifica con una figurazione che ha il fascino di un inferiore incontro con la natura e la realtà circostante; si misura con il senso profondo dell'esistenza e, dall'esistenza, trae sensazioni, emozioni, suggestioni.
Suggestioni di un itinerario che, di volta in volta, si apre nell'incanto di una luce insinuante e penetrante, mentre un cespuglio di rovi, una veduta di Rapallo, un delicato ramo di fiori, si liberano leggerissimi nello spazio e rievocano sogni, sottese inquietudini e impalpabili atmosfere.
Vi è nei suoi quadri una continua e inesausta volontà di comunicare la propria dimensione umana mediante un tono sommesso e narrativo che assume una maggiore evidenza con i versi di Anna Antolisei..." [...] "Il fluire delle poesie si immette nello spazio del foglio di carta da disegno con un andamento meditato e controllato, con un fare che suggerisce una chiave di lettura dell'opera della pittrice in una sorta di magico incontro tra Arte e Poesia, tra impressione e scrittura, tra segno e ombra... "
Angelo Mistrangelo

" ... Elena Piacentini sembra non attraversare mai la sottile linea di demarcazione tra la figurazione e l'astrazione, rimanendo sospesa in un lirico naturalismo. [...] "
Claudia Giraud
(da Corriere dell'Arte: 16/4/2004)

" ... Caratteristica innegabile ed evidente di tutta la produzione pittorica di Elena Piacentini, è proprio l'intensità emotiva che segna le sue opere; quasi che prima di abbozzare una forma, di tracciare un contorno, di combinare sulla tavolozza la ridda dei colori prescelti, intingesse - suo malgrado? - il pennello nei più intimi meandri dell'inconscio per trarre da quegli abissi umorali la vera forza che impregna ogni sua creazione. [...]
Completa e vitale è la gamma dei sentimenti che affiorano dall'immagine effigiata. Completa viene ad essere l'arte stessa di Elena Piacentini che, vuoi nella tecnica pittorica, vuoi nei temi scelti per liberare il suo talento, si dimostra una pittrice assai più matura di quanto la sua reale età anagrafica non dica. Si parla, qui, di una maturità, narrata attraverso l'immagine, con la gentilezza propria del femminile sposata alla forza dell' "animus" maschile junghiano, a riprova del fatto che la Persona vera, e più che mai l'Artista autentico, sanno prescindere da ogni collocazione, da ogni etichetta voglia imprigionarli in uno schema tristemente, banalmente standardizzato. "

Anna Antolisei



 



Paola Lazzarini

ROSA ROSSO NEVE

Poesia

LietoColle Libri




 


Madre è la Natura

"Ogni frammento è uno sguardo che cristallizza eventi, gesti, ritratti", dice Giusi Baldissone nella sua eccellente prefazione a Rosa Rosso Neve. Solo sull'uso del verbo "cristallizzare" siamo parzialmente in disaccordo perché, in questa sua recentissima raccolta, le poesie di Paola Lazzarini ci sembrano sì paragonabili a dei dipinti, ma fanno dell'attimo rappresentato un'entità viva e palpitante, quasi trasformano il qui ed ora in una creatura animata che appare giungendo da un suo imperscrutabile passato, si posa sul nostro intelligere giusto il tempo che occorre per consentirci di afferrarne appieno il senso e poi nuovamente scompare; non per diluirsi o eveporare in chissà quale nulla, ma per proseguire il suo volo verso un sicuro a-venire.
Viva è la sostanza di queste poesie come lo è ogni essere del Creato, e qui sono molti a popolare un piccolo universo scritto dove la volpe come il cormorano, l'usignolo come il cigno, la lucciola come il grillo vengono a parlarci di somme, d'istanti sempre addizionati a se stessi in una perenne mutevolezza che dona, strofa dopo strofa, verso dopo verso, il sapore dell'inestinguibile.
Non a caso, altrettanto ricco d'inestinguibile amore è uno sgua
rdo di madre, rosa di protettiva tenerezza, rosso di apprensioni quanto di speranze, incontaminato e semplice come un campo appena coperto dalla neve. Proprio una figlia, infatti, è il centro gravitazionale di quest'opera che si forma e si espande attorno ai grandi sentimenti, alle piccole emozioni che suscita nell'autrice, mai tentata dalla svenevolezza, mai indotta all'affettazione o alla leziosità.

Anna Antolisei

LietoColle Libri: Via Principale, 9 - 22020 Faloppio (Como)
Tel. e fax: 031 986292 - www.lietocolle.it

 

 

 

 


Marco Morello

111 HAIKU

Poesia

Genesi Edizioni


 

GIOCANDO CON LA NATURA E CON L'HAIKU

MARCO MORELLO, LUDOLINGUISTA E POETA AL SUO SECONDO LIBRO DI VERSI


L'esperienza della natura è alle origini della lirica giapponese haiku: un breve dettato di tre versi composti rispettivamente con cinque, sette e cinque sillabe che, negli esiti migliori, circoscrive e sottace un sentimento. Curiosamente, per quanto le sorgenti di questa composizione siano lontane e pre-moderne, la sua forma breve, il suo discorso allusivo, hanno incontrato il gusto contemporaneo un po' come la lirica secentesca di Gòngora ha inciso nel '900 spagnolo simbolista di Lorca e Guìllen. Tutto sommato, la sintesi estrema organizzata intorno a una metafora è un canone più o meno riconosciuto da tempo, benché la poesia europea contemporanea lo abbia rivitalizzato sotto la forma del "frammento". Le qualità dell'haiku richiamano, di pari passo, il gusto per l'esattezza e il piacere del gioco: a questi ultimi caratteri (ma non solo a questi) sembra rifarsi il libro di Marco Morello 111 Haiku (Genesi editrice), autore forse più noto come enigmista e "ludolinguista", collaboratore di rubriche e libri di Stefano Bartezzaghi.

La forma breve, allusiva degli haiku di Morello si snoda quindi con questi "compagni di strada" legati al gusto combinatorio, al piacere dell'implicito, se non dell'enigma; qualità che hanno però sempre partecipato alla produzione non solo della lirica moderna e novecentesca, ma di quella medievale e delle forme poematiche antiche. Il gioco, l'indovinello, sono compagni di strada del metro con cui il sacerdote riportava l'oracolo della Pizia e parenti prossimi della Kalevala finlandese.

Anche Morello trae la materia prima dei suoi haiku dalla natura come vuole la tradizione. I suoi versi danno anzi conto di una precisa conoscenza botanica ponendo al centro delle liriche essenze, frutti, pianticelle poco frequentate e poco conosciute nella distratta quotidianità di oggi, propensa (a suo discapito) a riconoscere solo rose e pini, piante grasse e al più qualche fiore di campo. Morello compone invece guardando la rampicante passiflora, i penduli alchechengi, la velenosa e stregonesca datura, scrive delle suggestioni del corbezzolo, della fusaggine, dei cornioli rossi, delle mantidi sul calicanto. "Cornioli rossi / frutti e fogliame in fiamme. / Futuri petali"; oppure: "Datùre spinose / fan bella mostra di sé. / Non invitate". Altrove i protagonisti sono gli uccelli: "Incrocian voli / cinciallegre e sterpazzole. / Danza del cibo".

La bellezza del verso breve Morello l'ha corteggiata anche nella sua precedente silloge "Quartine per 'Lù" (Joker edizioni), prefata da Sandro Montalto, peraltro autore di versi e di una raccolta, "Compendio di eresia" di brani critici su giovani poeti italiani. In "Quartine per 'Lù", Montalto annota: "Credo che Morello sia uno di quei pochi autori che passeggiano sul confine di cui parlava Borges quando sosteneva che lo scrittore 'col passare degli anni può attingere, se le stelle sono favorevoli, non la semplicità, che non è niente, ma una modesta e segreta complessità'".

In questa raccolta, più che nelle costrizioni metriche dell'haiku, Morello sembra effettivamente trovare la propria dimensione nella brevità del dettato. Ma non è tutto, perché proprio nei versi migliori fa capolino il talento per il gioco di parole piegato alle necessità dell'allitterazione, all'ambiguità delle varianti semantiche e, in fondo, all'ironia.
"I corvi lucidi sedevano sui pioppi / a stormi contorti coi tordi, / le zazzere formidabili dei peschi / s'inseguivano a filari"; oppure: "Gatti fulvi inseguiti da latrati / saettano negli orti altrui, / poi si ricompongono stolidi / sui davanzali amici". E ancora: "Le calze sexy a righine / la gonna a fiorellini / le ciocche a bigodini / il seno a palloncini".
E' in questa misura assolutamente svagata che si fa strada il timbro migliore dell'autore.

m. co. "La nuova Provincia di Biella" - Sabato 19 febbraio 2005


Genesi Editrice: Via Nuoro, 3 - 10137 Torino
Tel. e fax: 011 3092572 - http://www.genesi.org/

 

 

 

 

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