GIOIELLI da SCOPRIRE

( Libri e NonSoloLibri )


 

Pagina 2011

Lorandi e Montalto - Morone - Leonardi e Vigliani - Camporesi - Giovannelli - Del Bianco

 

Sommario delle altre pagine --(-Clicca il quadratino-)
2013 - 1 Caramagna - Sorrentino - Di Stefano - Caramagna e Gavoli - Porchia - Donskis
2012 - 2 Traversa - Pollastro - Jagher - Baroni - Magrini - Rienzi - Bona - Di Poce - Vacchetta
2012 - 1 Vasile - Puccini - Caramagna - Paganardi - Lucini - Castronuovo
2011 - 2 Calandrone - Magrini - Alaimo - Morpurgo - Sella - G. Garibaldi
2011
Lorandi e Montalto - Morone - Leonardi e Vigliani - Camporesi - Giovannelli - Del Bianco
2010/11 Foglia - Maramotti - Bianchi - Gerardi
2009 - 2 Santamaria - Caramagna - Bertoldo - Frisa - Sblando
2009 - 1 Lazzarini - Mascolo - Pappalardo La Rosa - Mazzacurati - Aciman
2008 - 2 AAVV - Avezza - Baum/Guidi - Amorese - Conte - Cora
2008 - 1 Accattino - Nasi - Di Poce - Lazzarini
2007 Schira - Taylor - Serofilli - De Luca - Mancini
2006 Fuster - Montalto - Bertoldo - Santamariaa
2005 - 2 Motalto - Turco - Marchi - Barcella - Sica
2005 - 1 Brunelli - Marchetti - AA VV - Antolisei/Piacentini - Lazzarini - Morello
2004 Sartorelli - Antolisei - Brunelli

 

 


A cura di
Tania Lorandi
Sandro Montalto

Temperamento
Sanguineti

I libri di
Cortocircuito
Rivista di cultura ludica,
cacopedica e potenziale

Joker Edizioni



 


Temperamento Sanguineti

I TESTI

Temperamento Sanguineti vuole rendere omaggio in maniera inconsueta, trasversale e multimediale, a Edoardo Sanguineti: un intellettuale libero e aperto alle sollecitazioni, universale nonostante la sua scoperta parzialità, insofferente nei confronti degli steccati e delle etichette di comodo; un poeta che ha saputo farsi catalizzatore per le arti e giocare con le parole senza mai negare l’emozione; un avanguardista che non ha mai smesso di rileggere il passato; uno scrittore e critico che non ha mai tradito la vocazione anche politica della sua missione. E un cultore di musica, cinema ed arte, un lessicografo, un commediografo, un traduttore, un docente, un polemista e un parodista, un pensatore e un performer, un giocoliere delle parole e un patafisico.
In questo volume sono raccolti omaggi in prosa e in versi, memorie, interventi giocosi e seri scritti da colleghi, amici e sodali, ma anche disegni, dipinti, collages, fotografie. Il libro diventa così un amplissimo ed appassionante percorso, reticolare e labirintico, costruito grazie all’opera di diverse sensibilità che reagendo liberamente con la figura di Sanguineti, quindi in un modo che crediamo gli sarebbe piaciuto, hanno cooperato alla costruzione, con affetto e ironia, di un «monumentale monumentello, quantunque cartaceo», per usare un suo verso. Tutti gli autori hanno voluto ricordare questo grande intellettuale, esaltarne le caratteristiche principali e l’evidente attualità, con contributi per la massima parte inediti, o comunque rari e preziosi.
Non poteva infine mancare, in questo omaggio ad un poeta che ha tanto amato la parola anche come suono e recitazione, musica e comunicazione diretta, un omaggio audiovisivo, disponibile nel DVD allegato.

Scritti di:
Paolo Albani, Raffaele Aragona, Enrico Baj, Nanni Balestrini, Germano Beringheli, Ido Breza, Luciano Caprile, Alberto Casiraghi, Antonio Castronuovo, Aurelio Cattaneo, Nadia Cavalera, Stefano Colangelo,Vittorio Coletti, Collegio di ‘Patafisica, Marco Conti, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Giò Ferri, Antonio Fomez, Marcello Frixione, Emilio Giordano, Dario Giugliano, Institutum Pataphysicum Mediolanense, Istituto Patafisico Vitellianenese, Andrea Laiolo, Tommaso Lisa, Tania Lorandi, Niva Lorenzini, Mario Lunetta, Gian Ruggero Manzoni, Sandro Montalto, Francesco Muzzioli, Aldo Nove, OPLEPO, Erminia Passannanti, Ennio Peres, Francesco Pirella, Andrea Plebe, Raffaele Rizzo, Edoardo Sanguineti, Federico Sanguineti, Stefano Scodanibbio, Pasko Simone, Afro Somenzari, Domenico Tavernini, Enrico Testa, Gianni Vattimo, Ciro Vitiello

Opere grafiche di:
Anna Antolisei, Enrico Baj, Carlo Battisti, Gretel Fehr, Antonio Fomez, Massimo Geranio, I Santini del Prete, Andrea Liberovici, Tania Lorandi, Marco Maiocchi, Stelio Maria Martini, Rosaria Matarese, Sonya Orfalian, Mario Persico, Francesco Pirella, Marco Nereo Rotelli, Saul Saguatti, Edoardo Sanguineti, Aldo Spinelli, André Stas, Domenico Tavernini, Ettore Tripodi, Pim Van Boxsel

Filmati di:
Andrea Liberovici, Franco e Mario Piavoli, Francesco Pirella

Fotografie di:
Silvia Ambrosi, Carlo Battisti, Giancarlo Donatini, Davide Gnola, Mauro Montanari, Stefano Strazzabosco.

 

 


Chicca Morone

NOI, DEE

 

Poesia

Edizioni Antonio Attini



 


Noi, dee

Chicca Morone - Illustrazioni di Gianna Tuninetti

Mi sono sempre chiesta come sia possibile essere circondati da messaggi così potenti provenienti dal passato o dal futuro ed esserne refrattari alla decodifica... è questo che mi inquieta maggiormente ogni volta che vengo a contatto con persone dall'apparente apertura mentale che rifiutano a priori qualsiasi forma di comunicazione profonda che può giungere dagli Dei.
È come se si intestardissero a dichiarare di non avere passato e di non credere nel futuro, ma è soprattutto come se preferissero credere di essere nati chissà come e chissà da dove.
È negare le proprie radici e vivere in quello spazio così angusto dove il così detto "minimalismo" li rende davvero minimi davanti a loro stessi. […]

Da troppo tempo la storicizzazione della fede ha fatto sì che si sia perso il contatto più autentico col divino, l'ascolto di quella "voce" che da sempre ha "parlato" nella mente di chi si è fermato ad ascoltarsi. Nello stesso modo molti di noi hanno dovuto tenere nascosta la propria "visione", le proprie certezze nelle divinità tutelari per non essere ricoverati in ospedali psichiatrici o subire il dileggio di quanti, figli dei Lumi, sono sempre stati depositar'! dell'unica Verità derivata dalla Scienza. […]
Forse qualcuno può immaginare le Muse come eleganti donzelle dai lunghi pepli che si affannano con strumenti musicali o che danzano scatenate... no, posso assicurare che non è così che si presentano. Per quanto possa sembrare incredibile tutto può iniziare da una frase, un fatto, un contatto con la persona meno "magica" di questa terra, che viene usata per stimolare un qualche ricordo: il cervello recepisce e il cuore risponde.

Il percorso non è semplice perché le crisi di inadeguatezza possono affacciarsi improvvisamente e altrettanto velocemente sparire; uno sguardo pieno di collera può far tremare "dentro" mentre "fuori" si resta impassibili.
Il legame con Coltre, però, rende molto più libero chiunque percorra l'impervio e solitario sentiero dell'auto-riconoscimento: se si vuole riconoscere il proprio volto nel sorriso degli Dei il cammino è costellato da alti e bassi, cadute e risalite, gioie e dolori, successi e sconfitte. Il percorso diventa facilitato nel momento in cui si capisce di non essere proprietari di nulla - tanto meno della scrittura - e che obbedendo ai segnali, ascoltandosi profondamente si semplifica la propria vita...
Il mondo degli Dei appare inesistente ai più, mentre risulta vivissimo nel cuore di chiunque non abbia perso la facoltà di ri-cord-are, di attivare cioè la funzione principale del "cor-cordis". Queste tre dee sono le prime - a me manifestate - di un cerchio di cui amo immaginare il risveglio intorno a noi.

Liberate dalla soggiacenza all'età dei Lumi e in piena espansione attraverso la rinascita dentro di noi di quella dignità femminile di cui abbiamo bisogno, mi auguro possano far riscoprire le nostre vere radici. Le delicate forme floreali di Gianna Tuninetti sono fonte di ispirazione e identificano attraverso la Natura le molteplici sfaccettature di questi archetipi femminili: è questo il motivo del connubio tra poesia e immagine, un legame celebrato da un unico filo conduttore, argenteo!

Chicca Morone

 



Edizioni Antonio Attini
www.antonioattini.it

 

 

 


Paola Leonardi
Ferdinanda Vigliani

Perché non abbiamo avuto figli

 

Saggistica

FrancoAngeli / Le Comete



 


Perché non abbiamo avuto figli

Un libro che propone tante riposte alla domanda che molte donne si sono sentite rivolgere: "perché non siete madri?". Un tema sociale poco affrontato nel nostro paese, ma soprattutto una profonda analisi (e autoanalisi) delle motivazioni di una scelta che appare ancora oggi scandalosa.

Ne parlano con le autrici, in un franco e avvincente dialogo, alcune donne "speciali", che hanno raccontato la loro esperienza con apertura di cuore e di niente. Emergono situazioni esistenziali quasi mai convenzionali, accomunate dalla ricerca della realizzazione di sé.

Un libro per imparare a vivere la propria vita senza volerne una diversa; per essere speciali non perché senza figli, ma anche per questo.

Le donne "speciali":

Natalia Aspesi, giornalista
Letizia Bianchi,
sociologa
Pierà Degli Esposti,
attrice
Ida Domini/anni,
giornalista
Elisabetta Donini,
scienziata
Margherita Giacobino,
scrittrice
Laura Grasso,
psicologa
Leslie Leonelli,
amorologa
Lea Melandri,
saggista
Luisa Passerini,
storica
Rossana Rossanda,
giornalista
Rosalba Terranova,
psichiatra
Chiara Zamboni,
filosofa
Adriana Zarri,
teologa

 

 


Caterina Camporesi

Dove il vero si
coagula

Poesia

Raffaelli Editore


 


Dove il vero si coagula
di
Caterina Camporesi

"Dove il vero si coagula". Il titolo di un libro è la sua parte meno casuale, e se Caterina Camporesi lo ha scelto come biglietto da visita per esporre ai lettori con inconfutabile immediatezza il senso della sua più recente opera, un motivo sicuramente c'è. La ragione emerge poi dall'insieme dei versi, ovvio, ma già nel concetto di un vero, di un reale-autentico-esistente che si coagula, che perde la sua fluida liquidità per accagliarsi in materia solida, sta un'immagine quasi filmica del contenuto di questa performance lirica. Né sorprende che la sostanza interna, racchiusa nell'illusoria fragilità delle pagine, esprima una necessità primaria della Camporesi, quella insita nell'inesausta ricerca del "sé" che la sua preparazione psicoanalitica in parte impone ed alla quale, in altra parte, l'Autrice istintivamente adempie.

Il "sé", porzione inquietante e imprescindibile dell'umano Essere, appare al pensiero razionale come un'entità evanescente quanto lo è l'etere. Eppure una sua tangibilità esiste: essa è così vera, e spesso la si avverte tanto potente e dominatrice, da diventare decisiva nel nostro 'consistere' come individui, persone, soggetti unici che sono, speculano ed agiscono nell'intimità propria e nel più esteso, sinergico sociale.

Ma il "sé" è un continuo mutare, un perpetuo divenire. Ecco, allora, che la sua verità passa da una sembianza gassosa ad una liquida per poi, con la sua progressiva esposizione al processo di crescita interiore, addensarsi in ciò che siamo: 'coaguli', appunto, di una nuova e irripetibile verità. E' Caterina Camporesi stessa, infatti, a dire: "Ogni nascita, per diventare una vera nascita, necessita di più rinascite che possiedono sempre qualcosa di magico: è come ripetere e riattraversare il mito dell'origine spostando sempre più in là la morte".

Questo, in sostanza, suggeriscono i suoi versi; e lo fanno attraverso un uso del linguaggio che nulla concede alla leziosità, né al superfluo: il poeta esperto sa che gli esuberi lessicali annessi alla pura esibizione stilistica sottraggono, e non sommano affatto, efficacia al verso. La Camporesi, tale sapienza, già l'ha appresa e ampiamente mostrata nelle sue precedenti opere ma qui, lungo tutto il percorso espositivo di "Dove il vero si coagula", compie una piccola (o grande?) meraviglia in più: attraverso un esprimere, un dire poetico di rara schiettezza, a volte addirittura impietoso nel non voler compiacere la banalità del lessico comune, letteralmente fonde, 'salda' la parola all'immagine evocata.

Con un effetto di stupefacente comunione tra paesaggio e sentimento, tra luogo ed emozione (in reconditi antri / colonne di urla scalpitanti / vagano lungo ancestrali valli / in cavi d'ambra), l'Autrice rende il contesto simbolico in cui si agita e si rimescola quel tormentato "sé" in via di formazione così aderente all'analogo sentire, da immergere il lettore nell'ancestrale territorio del mito fino a toccare il nucleo stesso della nostra origine. Emergono allora scenari onirici che ci affondano in "acque amare" che "rincorrono foci / lungo crateri lunari / con occhi ritorti verso terra / l'affanno lo raccolgono i venti / coagulandolo in schianti di nubi / capriolando arcobaleni), e che ci trasportano a inusitate distanze seguendo ritmi poetici che sono gli stessi di un'anima ancora frammentata alla ricerca della sua compiutezza.

Assieme ad un contenuto sempre teso al traguardo salvifico, è dunque il ritmo del verso a qualificare, specialmente in questa silloge, la scrittura dell'Autrice. Non di meno conta la ricerca del lemma più significante, che viene qui esaltata attraverso delle soluzioni tanto coraggiose quanto efficaci: (torna a spesarsi - scie luminanti - sporporandosi - in dispnee di dismemoria - capriolando - s-clonando acque e fiamme - bramando erranza - laminano scaglie - rameggiano misteri - sguardi tartari - concimando respiri - verdazzurro - versodove). Tutto ciò, a costruire uno stile letterario in equilibrio perfetto tra ricercato "mestiere" e fluente leggibilità.

Caterina Camporesi ne è consapevole, e infatti afferma: "Alla base del mio atto poetico c'è sempre una domanda di comprensione, scambio, incontro, fusione con il lettore: lavoro a lungo sul testo anche per raggiungere una forma di comunicabilità soddisfacente". Va da sé che raggiunge benissimo lo scopo, in particolare là dove meglio riesce a dimostrare che "L'esperienza dell'attesa, l'accettazione della perdita, l'assunzione del vuoto come utero mentale ove concepire e portare a gestazione sino alla nascita pensieri emozioni, simboli, trasfigurano l'evento della procreazione in evento creativo".

Altro ci sarebbe da osservare, ma preferiamo non dilungarci in analisi che rischiano di farsi presuntuosamente accurate: soprattutto perché diventi più vera l'asserzione di Borges: "La poesia non è meno misteriosa degli altri elementi dell'Universo". E riteniamo che una porzione almeno di tale mistero debba qui restare intonsa perché sia, di volta in volta, il fruitore ultimo dei versi a tentare di svelarla facendo leva sulla 'propria' emotiva ed intellettuale ricettività. Si torna dunque al lettore; unico beneficiario, alla fin fine, autorizzato a decodificare, penetrare e amare ogni forma di autentica Poesia gli venga proposta.

Anna Antolisei
Marzo 2011


 

 


Maria Gabriella
GIOVANNELLI

Il campo dei
colchici

Narrativa

Edizioni Joker
i Girasoli

 


 


Una storia condotta sul filo del thrilling. Sullo sfondo le Dolomiti. Un incontro apparentemente casuale tra Paolo, un giovane alla ricerca di tradizioni sui luoghi divenuti patrimonio dell'umanità, e una donna, Anna, affascinante e nello stesso tempo misteriosa, da origine ad una storia che tiene avvinto il lettore fino al suo epilogo.
Cos'è accaduto ad Anna? I suoi occhi neri, ipnotici, nascondono un dramma, un passato al limite della follia. Dietro una famiglia apparentemente normale possono celarsi tragedie inconfessabili.

MARIA GABRIELLA GIOVANNELLI vive e lavora a Milano. Pubblicista, scrittrice, regista. Si è diplomata all'Accademia dei Filodrammatici di Milano. Ha realizzato numerosi spettacoli, occupandosi anche di Teatro No e Kabuki. Ha fondato i Corsi di Formazione Teatrale e dello Spettacolo. È presidente di Pro(getto)scena, realtà che opera nel settore della nuova drammaturgia e dello spettacolo dal vivo.
Nel 1990 ha pubblicato la raccolta di poesie Voci (Edizioni Nuovi Autori). Ha collaborato a riviste letterarie, tra le quali "II Convivio Letterario", a testate giornalistiche e scritto testi teatrali per ragazzi.

 

 


Nino BEL BIANCO

Margherita di Savoia
Regina di cuori nell'Italia unita

Saggistica

Edizioni ECIG


 


La contessa Della Rocca in occasione delle nozze della diciassettenne Margherita di Savoia con il principe ereditario Umberto scriveva alla sposa: "Bisogna che voi diventiate il Garibaldi della pace, cioè un essere di volta in volta fantastico che gli italiani invocheranno per liberarsi e risollevarsi dai loro mali."
Parole profetiche. Pochi regnanti impersonarono tanto profondamente come la principessa sabauda, nel bene e nel male, le caratteristiche del loro popolo. Margherita fu sovrana generosa, calda di umanità, coraggiosamente vicina in prima persona al patriottismo, alle speranze, ai sacrifici degli italiani. Con non minore convinzione ne condivise l'innato spirito di parte, la retorica, il nazionalismo velleitario e imbelle, infine la mala avventura fascista.
Ma oggi, calato il sipario sulla grande commedia e consegnata la politica alla storia, sembra opportuno infine vedere in Margherita la donna. Perché la prima regina d'Italia fu una gran dama. Visse con gioia, in piena consapevolezza e nell'intero arco della sua vita, un affascinante ruolo femminile. E in quella veste trionfo dovunque, tra i potenti come tra i diseredati, tra gli intellettuali come tra la gente semplice, nel generale incantamento della intera nazione.

NINO DEL BIANCO si occupa di critica storica con particolare riguardo al periodo napoleonico e risorgimentale. Ha pubblicato: Fermo Solari (1990); II coraggio e la sorte: gli italiani nell'età napoleonica (1997); Francesco Melzi d'Erìl: la grande occasione perduta (2002); Enrico Cernuschi: uno straordinario protagonista del nostro risorgimento (2006); Marco Minghettida difficile unità italiana da Cavour a Crispi (2008).

 

 

 

 

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