GIOIELLI da SCOPRIRE
( Libri e NonSoloLibri
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Pagina 2010
Maramotti - Bianchi - Gerardi
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Sommario
delle altre pagine
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| 2009 - 2 | Santamaria - Caramagna - Bertoldo - Frisa - Sblando |
| 2009 - 1 | Lazzarini - Mascolo - Pappalardo La Rosa - Mazzacurati - Aciman |
| 2008 - 2 | AAVV - Avezza - Baum/Guidi - Amorese - Conte - Cora |
| 2008 - 1 | Accattino - Nasi - Di Poce - Lazzarini |
| 2007 | Schira - Taylor - Serofilli - De Luca - Mancini |
| 2006 | Fuster - Montalto - Bertoldo - Santamariaa |
| 2005 - 2 | Motalto - Turco - Marchi - Barcella - Sica |
| 2005 - 1 | Brunelli - Marchetti - AA VV - Antolisei/Piacentini - Lazzarini - Morello |
| 2004 | Sartorelli - Antolisei - Brunelli |
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Saggistica Lampi di
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Il
21 febbraio 2001, nella zona residenziale di Novi Ligure, una ragazza
di 16 anni, Erika De Nardo, sconvolta, urlante, chiedeva aiuto, diceva
che gli assassini, forse ladri albanesi, si erano accaniti contro
la madre e avevano seviziato e ucciso suo fratello Gianluca... L'ampio interesse suscitato dal caso Papins collega agli aspetti contraddittori dell'apparente semplicità di fatti e protagoniste. Il primo a occuparsene è stato Jacques Lacan: contrariamente a quanto sostenuto da Schützenberger, nominato dal collegio giudicante, che aveva negato che le sorelle fossero affette da turbe psichiche, per il celebre psichiatra si trattava di psicosi identiche. "Il male di essere due, (...) vere sorelle siamesi, esse formano un mondo chiuso impenetrabile: leggendo le loro deposizioni, sembra di leggere un testo e la sua copia". Erra
negava insistentemente la sua partecipazione al delitto, ma i due
ragazzi, Nicola e Mattia, credendo di scagionarsi, lo avevano accusato
come il vero colpevole. Erra si era esaltato nell'impersonare il capobranco,
che era attirato dall'eccitante privilegio di assistere a uno stupro
in "diretta", seguito dalla possibilità di "farsi"
Desirée. Erra, sconvolto dall'inattesa resistenza oppostagli
dalla ragazza, subita la beffa dell'eiaculazione precoce, folle di
rabbia, di scorno, aveva ucciso la preda perduta... |
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Poesia Campanotto Editore |
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Maria Luisa Spaziani
Walter
Mauro |
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Aforismi
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Nella sua introduzione a "Aforismi liberi", l'Autore tiene a specificare che le 99 massime qui raccolte sono state coniate tra l'ottobre e il dicembre del 2009. Tanto di cappello, allora, perché due mesi sono davvero un nonnulla per mettere assieme una collezione di aforismi che tali sono nel senso più rigorosamente tecnico del termine, e che toccano un livello qualitativo di gran lunga superiore alla media corrente. Ma ciascuno ha i suoi tempi, e non è questo il dato sul quale, nella fattispecie, ha senso soffermarsi più a lungo. Paolo Bianchi, infatti, con la silloge in esame esordisce sulla scena della massimazione, e lo fa con un piglio da veterano che, se sommato alla sua giovanissima età, può persino mettere addosso un felice e ottimistico sconcerto. L'aforisma, insomma, è un genere letterario che si fonda sull'estrema sintesi, è la forma più breve e fulminante d'espressione del Pensiero e, se qualcuno crede sia facile condensare efficacemente un'idea, un concetto in poche e precise parole, sbaglia davvero. Non
sbaglia affatto Bianchi, però, che in questo compendio dimostra
di avere capito tutto e subito. Ha capito, ad esempio, e scrive. che
"Gli aforismi sono la recensione della vita". Lui,
dunque, a ventiquattro anni già sa osservare il mondo circostante
con un'attenzione critica di rara acutezza, così come è
capace di scrutare in se stesso con lucida ma partecipe profondità.
Doti imprescindibili, obbligate per un massimatore vero, soprattutto
se accompagnate da una caratteristica fondamentale che, nella nostra
società inconsistente e convulsa, si va tristemente perdendo:
parlo della capacità di 'elaborare' il pensiero, di non fermarsi
cioè all'apprendere, ma di trarre da esso gli elementi che
consentono di sommare un fatto ad un altro, di sottrarre conseguenze
e moltiplicarle per gli effetti, dividendo poi il luogo comune dalla
ricerca di una verità sempre rinnovata e sempre più
autentica. C'è poi una vena di quasi celata ironia che compare a tratti tra le 99 libere sentenze di Bianchi: quando egli dice "Sapere è una parola grossa", o quando sostiene che "Il vero bello stride". E' un amaro modo di sorridere anche il dedurre che "E' ai funerali che s'impara a vivere", mentre si viene immersi nella pura saggezza aforistica quando s'incontrano asserzioni come queste: "Vivi una vita che valga il prezzo della morte", "E' l'abbraccio l'esperienza più sublime", "L'ottimismo non è il contrario del pessimismo, è un suo stato avanzato", "Di fatto esistono tante religioni quanti sono i religiosi", o ancora: "Quante cose diverse portano lo stesso nome! E quante cose identiche portano nomi differenti!". Saggezza e filosofico discernimento, in queste massime, che vengono poi stemperati, a tratti, dalla levità rinfrancante di aforismi come "I giorni davvero importanti non sono mai segnati in agenda", o come "I regali più belli li fa chi non ricorda mai le date". Non sono forse verità, queste, tanto facile da sapere quanto difficili da notare e ricordare? E' un gran bene, dunque, che qualcuno sappia inchiodarci all'autentica assennatezza. E se, come Paolo Bianchi, è capace di farlo attraverso l'aforisma, meglio ancora perché non rischia di annoiarci sbrodolando interminabili concioni o, peggio ancora, d'indottrinarci pontificando da sommi pulpiti. E', insomma, la profonda freschezza riflessiva di "Aforismi liberi" che subito conquista; così com'è questa silloge d'esordio a generare le più ottimistiche aspettative sul futuro 'massimatario' di Paolo Bianchi. Da quale, considerando il livello di partenza che attende solo (e solo in un irrisorio numero di massime) più sicurezza in se stesso, non potremo pretendere nulla che sia meno autentico ed auspicabile dell'assunto: "Il mondo sarà migliore quando il mistico e il grande scienziato si chiameranno colleghi". Anna
Antolisei |
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Poesia
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Salutiamo con amichevole piacere l'esordio poetico di Max Gerardi, dopo averlo avuto come allievo ragionier-linguistico ormai qualche lustro fa. E' appena uscito per i tipi di Alzani Editore in Pinerolo la silloge poetica in una cinquantina di composizioni oltre a un Prologo e una Conclusione dello stesso Autore, che alla modica cifra di 10 euro contribuisce a raccogliere fondi a favore del comitato GiùleManidaiBambini ONLUS. Diciamo subito che la raccolta presenta testi di questi ultimi cinque anni di un poeta-pensatore nella piena maturità dei suoi trenta, offrendo dunque uno spaccato di vita e meditazioni di un qualche spessore, non certo un'esercitazione alla lirica di un imberbe adolescente. La
vena ludica e a volte persino beffarda di Gerardi non l'ha comunque
abbandonato ed emerge scherzosa in versi quali Le poesie si snodano tra considerazioni sul vivere postmoderno e slanci di amicizia e soprattutto fusione psico-fisica con la donna amata, che a volte sfiorano la banale quotidianità, mentre altrove attingono a vette incontaminate. Sorprendenti poi certi esiti poetici dell'uso di rime e assonanze in versi giocosi, come nel Piranha dell'orecchio, Che non vuol sentirsi vecchio / Occhi a palla / E tirare dritto / Nella Cartagine della cartilagine / E nuotando nel Nilo / Si sente più vivo // Sei tu il suo globo / Mentre ti mastica il lobo. Bravo Max! Un 'opera prima fresca e divertente, che verrà presentata ufficialmente al Salone del Libro il 15 maggio p.v. Marco
Morello |
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