Il piccione viaggiatore
Le nostre, e vostre, lettere aperte ai "big"
in (vana?) attesa di una risposta
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RAI
3 la
sera di sabato 16 gennaio alle 20,10 circa, accendo la televisione per
seguire il programma di RAI 3 (canale pubblico, non commerciale) "Che
tempo che fa" che apprezzo molto, e nei pochi minuti che precedono
l'inizio della trasmissione mi si para davanti una scena a dir poco
sconcertante. Non faccio in tempo a capire a che tipo di programma appartenga
quella incredibile sequenza: una donna seminuda "in sobrio stile
similsadomaso" incede "felinamente" su una spiaggia deserta.
È notte. L'atmosfera costruita è volutamente inquietante.
Costei si avvicina ad una lussuosa auto parcheggiata poco lontano dalla
riva del mare, apre il baule della macchina nel quale si trova un uomo
legato e imbavagliato (la posizione del malcapitato ricorda chiaramente
quella di Aldo Moro trovato morto nelle tragiche circostanze che sappiamo).
La donna si china a sfiorare con un bacio la sua vittima, poi all'improvviso
afferra un badile ed incomincia ad infierire sulla persona prigioniera
nell'auto
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A tutti i miei compagni di cammino Assisto
con sgomento e dolore a segni inequivocabili di sfacelo della nostra
civiltà occidentale e a quanto di buono essa contiene e ci ha
tramandato per secoli: |
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Sono
un tuo compagno di cammino. Federico
Somma
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Egregio signor Governo, la
scuola - ovvero il leopardiano "vecchierel canuto e stanco"
- si è mossa. La cara vecchia carcassa, cadente, lasciata in
disparte, poco curata, abbandonata a vagare su gambe malferme, si è
mossa e per un miracolo che solo nel mondo dei sogni e dell'immaginazione
è possibile, è apparsa come giovane fanciulla, dal volto
fresco, sorridente, perché piena di stupore essa stessa per la
sua trasformazione. La scuola si è mossa, come da tempo non accadeva.
Ed era tempo! Maria
Rosa Panté |
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Egregio
Piergiorgio Odifreddi, Paola
Lazzarini E inoltre... Egregio
dottor Crepet, Certo è assolutamente vero e giusto, ancorché tardivo, questo discorso sulla necessità di imporre ai giovani indispensabili regole, nonché di conseguenza il rispetto delle medesime, se non si vuole arrivare ad una lenta (ma neanche troppo) disgregazione della nostra già traballante società Altro che democrazia! Ma
mi lascia molto perplessa in tutti questi discorsi pieni di buone intenzioni,
una grave e inspiegabile omissione, o forse una involontaria rimozione.
Si dimentica cioè che il singolo educatore oggi si ritrova a
battagliare non solo e non tanto con giovani "virgulti" refrattari
all'imposizione di qualsivoglia limite, ma contro tutto un sistema economico
ben più potente che imbeve di sé bombardandole senza pietà
attraverso le più svariate forme pubblicitarie, fin dalla culla
le giovani menti in evoluzione. Un sistema cioè basato non sui
valori sui quali ogni società evoluta e cioè realmente
democratica deve essere costruita, ma piuttosto su valori opposti di
tipo materiale (direi addirittura monetario) che non fanno che educare
alla superficialità, all'irresponsabilità, al consumismo,
all'egoismo, al disprezzo del più debole
perfino alla violenza.
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Memorandum:
Caro
Tavaroli, |
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Egregio
dottor Riotta, |
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Caro
Riotta, - a)
secondo il rapporto dell'Alto Commissariato anti-Corruzione, oltre il
40% della ricchezza nazionale italiana è illegale. Ecco,
caro Riotta, come potrebbe e dovrebbe fare informazione: pur con tutto
il rispetto dovuto ad una giovane assassinata forse-italiana. Ma Lei
si sente autorizzato a tacere l'essenziale, proprio ai sicuramente-italiani,
attraverso il comodo e fin troppo palese escamotage di dare la...
non-notizia. Silvano
Reiss |
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