Il Ricettacolo
letterario
Spazio riservato alle scritture
degli amici
de
" IL GIORNALACCIO "
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(maggio - ottobre 2005)
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Gabriella
Garofalo |
John
Taylor |
Elias
Papadimitrakopoulos " LA GRANATA " dalla traduzione inglese di John Taylor |
Nicoletta
Minola " ETTORE E OLIVIA" " BENITO" |
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GABRIELLA
GAROFALO
Sette poesie
08/03/'05
- a Michael Quasi inaspettata luce, una mattina | 10/04/'05
- a Francis Non fermare, anima, al primo bagliore | 11/06/'05 Solare
luce che ti è dentro |
12/07/'05 Forse
verrà un vento padre di esistenza, | 15/04/'05
- a Michael Tu esisti, luce, ma ti spezza sete
di anima * * * 18/04/'05 Stasera
la solitudine è vento d'inverno, | 17/08/'05
- A dl A verde di erba verde di acqua |
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| JOHN TAYLOR UN SOGNO AD OCCHI APERTI
Ho
sognato ad occhi aperti che stavo in piedi di fianco a un'insegnante che avevo
temuto tanto tempo prima. Voltai la testa a destra. La Signorina Hamilton stava
lì silenziosa, senza muoversi, con le braccia lungo i fianchi. Indossava,
come c'era da aspettarselo, un vestito scolorito tipo sacco con su una miriade
di fiorellini. I capelli erano tagliati cortissimi, da ragazzo.
Mi
trovavo nel mio vecchio liceo di Des Moines. Camminavo giù per il lungo
corridoio che portava alla Scuola Media Meredith. Alla fine del corridoio mi imbattei
in una stazione del Métro, una di quelle entrate antiquate in stile Art
Nouveau, e scesi per le scale. C'era poca gente in giro. Sulla banchina, aspettando
la metropolitana, toccai qualcosa e un pezzo di cicles mi si attaccò a
un dito. Cercai di grattarlo via sul fianco di un portarifiuti; mentre torcevo
e ruotavo il dito guardai in su: Billy Bowers mi stava osservando. (Traduzioni
dall'inglese di Marco Morello) |
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| Elias Papadimitrakopoulos LA GRANATA da "Bagni
caldi di mare" (1980) Quando
mi accusano di essere un effeminato o un pusillanime (mi hanno anche detto "cacca-di-gallina"
in faccia) spesso resto indifferente, sorridendo sotto i baffi in segreto tra
me e me. (Traduzione
dall'inglese di Marco Morello) |
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NICOLETTA MINOLA
| Ettore e Olivia Le
luci della sera si sparpagliano sullacqua, il battello accosta, la giornata
lavorativa è finita. Ettore lancia la cima dormeggio, almeno stavolta
lha azzeccata. La biondina in divisa della Navigazione Laghi fa scivolare
la passerella con qualche scossone. A
Ettore
sono spuntate le ali ai piedi, corre dallo zio, non servono troppe spiegazioni,
è una sera di festa, finalmente Ettore ha una ragazza da portare da qualche
parte. Accosta
al molo cercando disperatamente di ricordare tutte le istruzioni, i vecchi pneumatici
che ammortizzano attracchi troppo disinvolti fanno il loro dovere. Solo uno scossone.
Ettore lascia il timone, si gira verso la passeggera. Di sicuro, adesso lo bacerà
per riconoscenza, se non fosse stato per lui come avrebbe fatto a raggiungere
i castelli a quellora? E poi la festa, il ritorno sul lago di notte
* * * Benito
Da più di trentanni la giornata di Benito comincia al porto, con larrivo del traghetto. Se ne sta fermo sul molo, un punto interrogativo stagliato contro il cielo. Poi, ancora più curvo per la delusione, si avvia verso il suo negozietto, verso il profumo di origano, il bagliore delle bottiglie e il verde dei capperi. Si siede ed inizia lennesima lettera di protesta. Contro le poste, alle quali affida malvolentieri pomodori essiccati al sole, passito color miele, acciughe e bottarga, odori di terra e di mare. Contro il governo. Già, contro tutti i governi che hanno imposto regole su regole alla sua timida ed educata anarchia, a dispetto del nome impostogli nel lontano ventennio. Un giorno, tanto tempo fa, il traghetto aveva sbarcato sullisola Lynn, zaino in spalla e nemmeno una parola di italiano. Ma le parole non dette hanno il fascino di uno sguardo avvolgente. Poi unaltra estate, e unaltra ancora. Il ritorno della moglie dai genitori, lallontanamento dai figli e dal lavoro nei vigneti dei suoceri. Benito apre un negozietto, organizza una rete di fornitori, i clienti non mancano. Si mette a studiare linglese. E sogna lAustralia, una democrazia illuminata, figlia della tradizione inglese, contagiata dalla libertà americana, questa per lo meno è lidea che si è fatta Benito di questo continente lontano. L'ultima estate con Lynn si appanna, lo scirocco e il libeccio lasciano spazio al maestrale, un traghetto la porta via insieme ai sogni. "Se non torni ti raggiungo". Tutto un inverno a progettare, ma il biglietto costa un patrimonio, sia per nave che con laereo. Anno dopo anno, lettera dopo lettera, lira su lira. Ma le lettere di Lynn cominciano a perdersi nelloceano, la nebbia comincia a velare lAustralia e i ricordi felici. Rimane labitudine, Benito continua ad incontrare il traghetto in ogni stagione, prima di avviarsi al negozio. Il punto interrogativo è sempre più curvo, i capelli più bianchi, lo sguardo velato dalla tristezza e dalla cataratta. Alla cataratta cè rimedio, per la tristezza il discorso è diverso. I turisti continuano ad affollare il negozietto di domande stupide e scelte assurde. Vende controvoglia i capperi di grosso calibro, comprati solo per stupire e non per condire, trasformando un hamburger banale in un piatto di alta cucina. Forse cederà il negozio, è tempo di riposare. Ma Benito sa che i ricordi, per quanto lontani, lo perseguiteranno ogni giorno, dallarrivo del traghetto alla solitudine della sera. Si può provare nostalgia per un continente mai conosciuto? Rimane di sicuro il rimpianto per una scelta mancata, per un amore spento dalla lontananza e dal troppo vento. Il rimpianto di non avere avuto il coraggio di aprire una porta nuova su un mondo sconosciuto. Ma la vita non ha regole. E mattino, il punto interrogativo sempre più curvo si staglia sulla banchina. Sul ponte i turisti hanno fretta di scendere, di visitare lisola così scura sul mare tanto azzurro. E gli occhi appannati del punto interrogativo incontrano altri occhi, si fermano stupiti su un viso familiare, un po velato dai troppi anni passati ad aspettare. E come in una telenovela arriva il lieto fine, la vita di Benito, che si stava chiudendo su di una solitudine non voluta, si riempie di progetti da condividere. Il vento è girato, il maestrale ha lasciato lisola, lo scirocco sta tornando. |
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