Il Ricettacolo
letterario
Spazio riservato alle scritture
degli amici
de
" IL GIORNALACCIO "
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(da ottobre 2005)
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Enrico Pietrangeli |
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L'Anonimo
del '900
RACCONTI |
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Flavio
Vacchetta
ALCUNE POESIE |
Tre poesie di Enrico Pietrangeli
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A MOSAIC Stringhe
alfanumeriche "
Di Amore e di Morte " |
IL
PAZZO
A TRIESTE A
Trieste, dannata frontiera, |
LA NARRATIVA
" In un tempo
andata con biglietto di ritorno "
Proposte Editoria
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L'AUTORE: UN ANONIMO DEL '900
da
" Polaroid "
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* * * Lo specchio antico Aveva sbattuto la porta: "Non abbiamo più nulla da dirci!", aveva sibilato la donna. L'uomo era rimasto lì, fermo in mezzo all'anticamera, incredulo e indefinito tra tristezza, dolore, gioia, felicità.
Era finita una storia lunga con la donna che forse
più di tutte aveva amato. Amato? Non aveva mai capito bene che tipo di
amore fosse: eh sì, perché non esiste una forma sola di amore, aveva
pensato. "Vabbè le corna, lui a lei e lei a lui, ma adesso era diverso!". "Forse non hai neppure sentito sbattere la porta", gli disse l'uomo, e in un balzo divenne lui stesso l'uomo che era dentro lo specchio. "Beh, una casa tutta per te non l'hai mai avuta", disse l'uomo entrato nello specchio guardando tutto, a centottanta gradi. Questo è vero, ma l'organizzazione... beh, una buona cameriera, musica, amici... tutto senza dover discuterne con nessuno, e senza risponderne a nessuno. Ma perché mai tutto quel traffico, non era forse più comodo e divertente restare dentro allo specchio e guardare la vita scorrere senza essere visti?
L'appartamento fu affittato a una nuova giovane coppia:
gli piaceva, pareva davvero che avessero molte cose da dirsi e pareva pure che
si amassero. "Di quale amore?" pensò lui. * * * L'altra sponda del lago La casa era fine ottocento, povera, pianterreno e primo piano, muri spessi e dall'appartamento di Luigi, al primo piano, si vedeva il lago a occidente. Due camere modeste, la stanza con un letto in ferro battuto, qualche scaffale con libri messi lì quasi per caso, un crocefisso e una sala da pranzo ampia con cucina a vista , un tavolo e un cavalletto con un quadro e a terra mille pennelli e barattoli di colori. Ne aveva una montagna di suoi quadri impilati, l'uno sull'altro. Ogni tanto ne vendeva qualcuno e racimolava quel tanto che gli serviva per pagare l'affitto e un po' di spesa che faceva nella bottega della viuzza accanto. La signora del piano terreno gli regalava le verdure dell'orto, a volte il minestrone e le uova fresche.
Un piccolo borgo dove tutti si conoscevano e ognuno
sapeva tutto di tutti perchè erano tutti nati e vissuti lì. Meno
lui, arrivato da qualche anno dalla metropoli dove aveva lasciato un'ex moglie,
il lavoro, la macchina e un'improbabile fidanzata che di tanto in tanto lo andava
a trovare. L'aveva conquistato l'intimità di quel borgo e la finestra con piccolo balcone affacciata sul lago. Lì cercava l'ispirazione per i suoi quadri: dipingeva i traghetti che attraversavano il lago portando gente da una sponda all'altra. Dipingeva i tramonti, il sole alto sul lago con i suoi riflessi, i diversi colori della natura in primavera, in inverno e in tutte quelle occasioni in cui sentiva qualcosa "dentro".
Aveva imparato a riconoscere le stagioni dal passaggio
degli uccelli migratori ancora prima che dal calendario; conosceva tutte le montagne
di fronte, relative altitudini, i paesetti che si susseguivano sulla Ma lui, sull'altra sponda del lago, non ci andò mai. * * * Anna bell'Anna Le aveva fatto la corte a lungo, ma non c'era stato nulla da fare. Credeva che Anna fosse la donna della sua vita, dopo tanti tentativi fatti con donne che più o meno l'avevano deluso e soprattutto l'avevano "bruciato". Quella volta Andrea, 35 anni, quello che si dice un bell'uomo, si era lasciato andare completamente pur consapevole della difficoltà dell'impresa. Eh sì, conquistare Anna per lui era veramente un'impresa di quelle titaniche: fiori, biglietti, lettere, regali. Insomma di tutto di più! Al massimo lei gli aveva concesso una cena in un ristorante alla moda, gli aveva offerto un aperitivo a casa sua, l'aveva accompagnato a una mostra di antiquariato.
Andrea non era soffocante, ma sempre presente nella
vita di Anna. Lui ne rispettava le abitudini, le amicizie, forse anche gli amori
e per discrezione non domandava nulla che potesse infastidirla. Anna partì, con la sua migliore amica, per una Missione in Africa a curare i bambini. Lo informò mentre andava all'aeroporto.
Figlio unico L'aereo
stava decollando dall'aeroporto di Palermo. Vincenzo, un bel ragazzo alto, capelli
e occhi nerissimi su una pelle olivastra, guardava con la testa carica di pensieri
la città che poco alla volta si allontanava mentre l'aereo prendeva quota.
Quella sera nell'appartamento alla periferia di Palermo
nessuno dei due genitori, a tavola, aveva aperto bocca: ciascuno teneva per sé
i propri pensieri e si rendevano conto che, in fondo, quel distacco era un po'
"colpa" loro.
Alcuni anni dopo Vincenzino tornò a Palermo.
Stava facendo carriera, l'azienda gli aveva proposto di andare in Cina dove stava
aprendo un nuovo stabilimento, e lui aveva accettato. I genitori di Vincenzino, ancora abbastanza giovani, si separarono pochi mesi dopo: il padre si era innamorato di una trentenne che presto lo rese padre per la seconda volta.
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FLAVIO VACCHETTA
Alcune poesie
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Poesia Rifletto sul mio linguaggio forbito * Emozionando Emozione di faraglioni * Spettacolo del cuore è la mia ora ti sveglierai ho necessità di tali parole |
Astropoesia Salve stelle Ho consegnato la mia libertà """ Dobbiamo incidere nei cuori quelle gemme """ Occidente e destino """
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Al cimitero di "La Mortola" Qui, tutto abbiamo perso
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Mistero Soffia il vento delle bufere |
IL
MIO GATTO IL
BUCO NERO | SENZA
TITOLO SENZA
TITOLO |
SENZA TITOLO
Vivere senza ferro od acciaio
altissima agonia - senza pietà -
ora nessuno dorma
nei giacigli ebbri o stanchi -
sbarrati e sbranati dal casino della vita
pure vittima designata
Eppure l'ho vista cadere attentamente
tale notturna agonia - desiderio incolore -
a cosa serve scrivere senza un pianto d'anni?
Strascichio di anime corrose
estrapolate da stranezze -
vivo altrove una notte di mare a Bordighera
con Betocchi e Ciacio sullo sfondo -
la muraglia mi fronteggia ed ostacola
carezzevole luce, mi strappi le stelle del cuore e l'universo " animale
-
| Flavio Vacchetta ha recentemente vinto il primo premio per la poesia cosmica nel premio letterario "La Mole" di Torino 2007 con il suo libro "Universo vagabondo" editore Lorenzo con prefazione di Franco Piccinelli. Ha pubblicato inoltre "Silente meridiana" editore Lorenzo (con prefazione di Franco Piccinelli) e "Altra metà" editore Nerosubianco con prefazione di Luigi Betocchi. Dirige il Gruppo astrofili benesi ed è presidente del Circolo letterario "Rivederlestelle". Autore di poesie in musica segnalate in concorsi vari. |
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