Il Ricettacolo letterario



Spazio riservato alle scritture degli amici
de

" IL GIORNALACCIO "

 

 

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(
2008 - 2010)


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John Taylor
The Enclosure -
Garnets in the Gravel - The Thicket



 

The Enclosure - Il recinto
frammenti per Dimitris Souliotis

the elaborate antiquarian trough for which there is no more water
l'elaborato trogolo dell'antiquario per il quale non c'è più acqua

something like vestiges in the alignment of moldy boards; something like the future
delle specie di tracce nell'allineamento di assi ammuffite; una specie di futuro

the roughhewn geometry of every life, up against boards, or as boards
la geometria grossolana di ogni vita, contro le assi, o come assi

boards and beyond the boards another, higher, wall of boards; beyond the barrier, a barrier; and another
assi e oltre le assi un'altra parete di assi, più alta; oltre la barriera, una barriera, e un'altra

the barrier of projected beauty
la barriera di una bellezza proiettata

ladder beckoning to the source of the light. light remaining light, even-especially-up there
una scala a pioli invita alla sorgente di luce. luce che rimane luce, persino-soprattutto-lassù

a little light from darkness itself?
una piccola luce dal buio stesso ?

black cosmos, but specks of light, mirages of movement; they are openings but beyond them, only more substance, more semblances
neri cosmi, nient'altro che sprazzi di luce, miraggi di movimento; sono aperture, ma oltre a queste,
solo maggiore sostanza, maggiori somiglianze

if boardedness could unboard; if boardness could unboard
se il recinto d'assi potesse disassarsi; se l'assito potesse disassarsi

swirling us to naught: the swirling knots on the boards
facendoci vorticare verso il nulla: i nodi vorticosi sulle assi

as sole sustenance: what has been abandoned
come unico supporto: ciò che è stato abbandonato

cowering in this enclosure
accucciarsi in questo recinto

and the thought that not even imaginary hinges
col pensiero che neppure cardini immaginari

John Taylor

Foto di Dimitris Souliotis


Garnets in the Gravel
Granati nella ghiaia

well beyond the end of the old trail: a moraine to scale, then these sudden garnets
ben oltre la fine della vecchia pista: una morena da scavalcare, poi questi improvvisi granati

garnets in the gravel, water dripping from the glacier's lip
granati nella ghiaia, acqua che stilla dalle labbra del ghiacciaio

amid the garnets, searching for the perfect dodecahedron
tra i granati, cercando il dodecaedro perfetto

having circled around the dried-up alpine pond, but according to the map another one higher up
abbiamo girato intorno al laghetto alpino prosciugato, ma secondo la mappa ce n'era un altro più in alto

raise your eyes: the mountain peak above you unfolds ever upwards, into the blue and the clouds
solleva gli occhi: il picco montano si rivela sempre più su, nel blu e nelle nubi

as glacial water drips on your hands, these garnets in the gravel, again and again
come l'acqua del ghiacciaio gocciola sulle tue mani, questi granati nella ghiaia, ancora e ancora

Obergurgl, estate 2004
John Taylor


The Thicket - Il boschetto
frammenti per Dimitris Souliotis


no paths; or paths; no chosen path
nessun sentiero, o sentieri: nessun sentiero scelto

or both paths equally traveled by. where the wood had stood, and burnt, now high grasses, shrubs, scarred trees. signpost at this divergence. hazy sky on which i would have the same perspective, whether i veered southwest or southeast
o entrambi i sentieri egualmente percorsi. dov'era il bosco, e fu bruciato, ora erbe alte,
cespugli, alberi cicatrizzati. indicatori di questa divergenza. cielo nebbioso sul quale vorrei avere la stessa prospettiva, sia che svolti a sudovest o a sudest

sunlight in the high branches, among the blossoms, but this-mere eyesight. the dark path below
luce solare sui rami alti, tra i fiori, ma questo-una semplice vista. il buio sentiero sottostante

sunlight falling on the farthest field. here and now sown by the shadow of death
la luce solare cade sul campo più lontano. qui e ora seminato dall'ombra della morte

seeking winter, a leafless thicket that i can peer through
cercando l'inverno, un boschetto spoglio che posso penetrare con lo sguardo

leaves, bony branches, doomed to drop
foglie, rami ossuti, destinati a cadere

only the remembrance of leaves lifted up by the wind
solo il ricordo di foglie portate via dal vento

eyes still drawn to those highest-reaching rooted trees
occhi ancora trascinati a quegli alberi radicati che si protendono in alto

up trunks, onto branches; dangling, with an impression of levitation
su per i tronchi, fino ai rami; dondolando, con un senso di levitazione

better to venture willingly into what offers no immediate beauty, no obvious geometry
meglio avventurarsi volutamente verso ciò che non offre una bellezza immediata, o un'ovvia geometria

as if at dawn, an impenetrable thicket could suddenly comfort with its own hidden coherence
come se all'alba un boschetto impenetrabile potesse improvvisamente consolare la sua nascosta coerenza

John Taylor

 

 

Foto di Dimitris Souliotis


 

BASTONE DI SALICE
in memoria di Pierre-Albert Jourdan


Un ramo di salice morto: un duro bastone da escursionismo, e la pendenza accentuata.

Alta sul pascolo alpino un'aquila si libra dal dirupo; e mentre guardo giù, una vipera mi attraversa il cammino.

La cascata inaccessibile a causa della morena.
("Niente simboli dove nessuno intendeva.")

Enormi ombre a mo' di camosci incrociano sugli alti prati della Ouille Allegra.

Non un'anima che scenda.

Valle celata sotto il ghiacciaio: l'acqua scorre giù come dita, una fertile verzura nel pascolo. Su
in alto, un'aquila vola via da un'oscura fenditura che è come un passaggio segreto.

Tra due prati, la stradina infossata sulla quale incontravamo spesso l'intagliatore, verso tramonto. Verso il tramonto.

Un codirosso si posa alla base della croce del paese.

Una nuvola come una freccia nell'aria; e la sera dopo, un'altra nuvola-freccia; poi pioggia continua per giorni.

Fiori di genziana blu scuro lungo un sentiero così in alto che l'ultima vegetazione stava finendo
ed eravamo sempre più circondati dalla pietra. Le vetrate cattedrale di Chartres.

Il Dent Parachée: il candelabro appena sotto il picco ha perduto la maggior parte della neve eterna che metteva in risalto ogni candela, un'estate dopo l'altra. Questo candelabro come memoria persistente.

Una sola pietra dritta nel prato oltre il torrente. Nessuna mucca o nessun pastore l'ha mai spinta giù, facendola rotolare fino alla riva.

Un po' di pioggia sembrava essere proprio l'erioforo che era anche spruzzato sulla marcìta alpina.

Dell'anemone pulsatilla volevo scrivere: "Con una miriade di braccia protese."

Centinaia di taccole che si scuotono oltre il dirupo, come paglia lanciata nel vento.

Lo stesso bastone di salice: non una bacchetta da rabdomante.

Parole che vengono dal francese: séneçon, circe, nigratelle.

Paradisia liliastrum, il giglio del paradiso: un comune fiore di montagna con un nome paradisiaco.

Sul finire del crepuscolo, quando nuvola e montagna si erano così mischiate da essere indistinguibili. Ma non era ancora notte.

Sopra la nebbia, il Picco Carbonella e il Monte Al barone non molto distanti. L'illusione di essergli vicini. Nubi della valle inconsapevole. L'umidità come una lente d'ingrandimento.

Una lingua di nebbia che scende dal Passo del Moncenisio; e io vorrei che questa lingua parlasse una lingua.

Guadando le rapide: pietre per attraversare ma ben sommerse a mezzogiorno quando tornavamo.

Le luci alte del trattore sullo stradone. L'ultimo carico di fieno. Diretto a casa. Le dieci di sera. Minestra. Sempre solo, da quando "la moglie" (come la chiama affettuosamente) è morta.

Radici. Un ontano strappato via dalla piena dell'Arc, trascinato a valle e poi gettato a riva su una remota barra di fango.

Minuscoli fiori di colchico viola pallido, come nella canzone francese, che punteggiano un prato falciato solo ieri. Nascita in fioritura: gli ultimi fiori sopravvissuti prima della prima neve.

Una pietra piatta (serpentina) lasciata dove l'avevamo trovata e già esaminata nel prato. La nostra pietra miliare sulla via del ritorno.

Un sentiero ancora visibile, ora che il prato è stato falciato. Un sentiero vecchio di secoli.

Altri pochi metri giù per la pista e ti fermi di nuovo, ti guardi attorno. Ogni singolo pendìo, ogni singola prospettiva su per le valli e tra i picchi sembrano mutati in modi significativi. E non sono mutati per niente in modo significativo, naturalmente.

Il paese nella conca sotto la chiesa e il cimitero, sotto antiche morene ora coperte di erbe alte e larici. Paese sopra le rapide dell'Arc.

Aurora d'agosto. Ma questa volta la notte ha lasciato neve sulle vette.

Soffici aghi di larice sfiorano una mano: entrambi effimeri.

Caos di nebbia e nuvole accese dal tramonto sulla Valle di Avérole. E pure chiazze di cielo blu. Ammira, ma aspetta una sera più dolce, più semplice.

La nebbia, penso, si sta muovendo sui fianchi verdi della montagna più veloce di quanto pensassi.

Mattina presto nel tardo agosto: ceppi di larice bruciano in ogni caminetto.

Bevi dalla sorgente sotto il masso, immaginando che sia qualcos'altro. Non è nient'altro.


Bessans, agosto 2008

John Taylor

Tutte le traduzioni sono di Marco Morello
1 febbraio 2010

 

 

 

Mario Vassalle
Poesie e aforismi

 

 


" Solo le cime "

Nel silenzio
luminoso
dei primi
raggi obliqui
dell'alba,
le cime
delle montagne
rifulgono
di una fascia casta
di neve dorata
contro
la purezza viola
del cielo.

Più sotto,
nelle ombre
dei pendii,
le ultime falde
della notte,
cedono
riluttanti
al chiarore grigio
della neve ghiacciata,
circondato
dall'immobile
avanzare
del cerchio
verde cupo
di abeti.

da "Le Radici del Cielo" di Mario Vassalle
Maremmi Editore, Firenze, 2008

 


"Pioggia"

Piove.
Improvvisamente
nel buio
della notte
piove.
Deliziosamente
le gocce
ritmano
un suono gentile.
Fresco.
Una danza
di pause
che il vento
a capriccio
intona.
C'è molto abbandono
in queste
gocce leggere
ed ora
il silenzio
ha una sua
intimità.

Mario Vassalle
Da "Emozioni Perdute"
Pubblicato dall'autore,
New York, 1994



" Volta di stelle"

O volta stellata,
che custodisci
i misteri
di quell=infinito
che invano
l'anima umana
cerca
dentro di sé,
quanti
alzano a te
lo sguardo
per sognare?
Solo
il rombo sordo
di un aeroplano
lontano
e l=insensato
abbaiare
di un cane
si rivolgono
al tuo silenzio.
Un silenzio
perlato
dal soffice
chiarore
dalla luce lunare
e ornato
da rare nuvole
dai contorni
grigio-blu.

Mario Vassalle
Da "Dune"
Pubblicato dall'autore
New York, 2001



"Mormorio"

Il fruscio
della brezza
rende soffice
il silenzio.
Il graduale
declinare
delle ombre
della sera
nella levità
di un sussurro.
Il mormorio
del movimento
ondulante
delle foglie,
intermittente
e un po' incerto.

Mario Vassalle
Da "Le Radici del Cielo"
Maremmi Editore - Firenze, 2008

 

 

2088 - Gli Aforismi inediti di Mario Vassalle

Non si può imitare l'originalità, neanche la propria.

Invano la modestia vuole imitare l'umiltà

I nostri atti hanno l'indiscrezione di smascherare le bugie più abili.

La vanità degli altri crede che la nostra vanità sia una percezione esagerata del nostro Io.

Se non fosse per la carne, il nostro spirito perderebbe tante intense emozioni.

Qualitativamente, tutti abbiamo meriti e demeriti simili.

Per credere fermamente di avere un certo merito, non è necessario averlo.

Non si soffre di meno quando la sofferenza è del tutto inutile.

Se si simula l'idealismo, lo scoprire l'inganno genera un risentimento profondo e amaro.

La malinconia è come una steppa triste e desolata che si perde in un orizzonte di basse nuvole grigie.

Le delusioni nascono dal fatto che le nostre illusioni non sono condivise.

Non è possibile tornare indietro. L'Io che vuol tornare indietro non è lo stesso Io del passato.

Si accetta sempre come sensato il consiglio di fare quello che comunque volevamo fare.

La seduzione dell'amore fa vedere nella persona amata i lati migliori, anche quelli che non ci sono.

Non bisogna avere paura di non essere meschini: le occasioni per esserlo non ci mancheranno mai.

Tanta è l'attrazione di quello che è "nuovo" che anche la bruttezza diventa di moda.

La chiarezza di un pensiero acuto ha riflessi estetici. Colpisce non tanto perché è vero quanto perché è bello.

 


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