“I CANI DI RIGA” inseguono gli errori di Mankell

 

Anche il secondo libro della saga del commissario Wallander (Marsilio, 2002, pp. 320) risulta inficiato da una lunga serie di imprecisioni addebitabili all’autore e al suo ‘fido’ traduttore Giorgio Puleo.

Comunque, fin dal disegno di copertina appaiono delle discrepanze con la vicenda narrata: il fantomatico canotto rosso alla deriva nel Baltico è stato raffigurato da Fabio Visintin grigio-verdastro e i due cadaveri a bordo, invece che biondi (v. pag. 18), sono castani. A proposito del canotto, che viene poi scandalosamente sottratto dal deposito della Centrale di Polizia svedese: l’avranno trafugato senza sgonfiarlo o magari arrotolato senza che nessun poliziotto se ne accorgesse? Ma poi: visto che probabilmente conteneva un carico di droga nascosto, non bastava squarciarlo, svuotarlo e lasciarlo in loco?

Ma veniamo all’elenco delle stranezze:

– a pagina 18 vi è “l’inconfondibile odore di cadavere … tangibile a dispetto del vento forte”.

– alle pp. 25 e 26 i segni di colpi d’arma da fuoco e di bruciature sui corpi delle vittime sono definiti ‘marchi’.

– a pag. 77 un sottovaso è stato tradotto come ‘sottopiatto’.

– a pag. 98 Wallander si lamenta che “la Lettonia è molto più a nord della Scania”,  ma in realtà, tra Ystad e Riga c’è solo poco più di un grado di latitudine.

– a pag. 110 Riga viene definita “una città di un milione di abitanti” nel 1991 quando è ambientata la storia, ma la Garzantina del ’92, coi dati giusto dell’anno precedente, ne riporta solo 915.000.

– a pag. 119 “la an(m)fetamine spuntano come funghi nell’Europa dell’Est.” E il peyote?!

– a pag. 161 “l’androne … era pervaso da un vago ma pungente odore di urina.” Delle due l’una!

– a pag. 171 grave errore temporale: “Non molte settimane prima …”, invece si tratta di poco più di una settimana!

– a pag. 210 la più grossa: “Sono solo e circondato da occhi e orecchie che spiano ogni mia mossa e che … non esiterebbero … a farmi fare la sua stessa fine.” Gli occhi e le orecchie?!

– alle pagg. 236 e 237 Wallander ritorna a Riga due volte in rapida successione (?):
“… arrivarono a Riga poco prima dell’alba” e “Arrivarono a Riga alle prime luci dell’alba”.

– a pag. 285: “La camera era piccola e pervasa da un odore acre di vecchi mobili e di carta da parati impregnata dal fumo di sigarette”. Ma a pag. 288: “L’odore di lignite era intenso” (?!) Si vede che il fumo delle sigarette aveva già trasformato i mobili in carbon fossile.

– Per finire, ancora all’ultimissima pagina del Poscritto, l’Autore ci offre una perla storica: “Nella primavera del 1991 (…) nell’Unione Sovietica si verificò il cosiddetto colpo di stato d’autunno” (?!) Potenza del calendario Gregoriano!

M.M.

***

 

CONDIVIDI