Il commissario De Vincenzi di Augusto De Angelis nella sua prima uscita investigativa del 1930, “Il banchiere assassinato” (ora in Le inchieste del commissario De Vincenzi, Castelvecchi, 2014, pp. 620), risolve il caso anche grazie alla constatazione che una certa pendola è stata manomessa e segna un’ora avanti di quella esatta. Già ma il problema è che tra le pagine 43 e 54 e ancora 114 e 131, tutti i personaggi e i testimoni che il protagonista riconvoca sul luogo del delitto continuano a prender per buona l’ora della suddetta pendola che è sempre sbagliata, e il commissario continua a notarlo e farglielo notare!

Sono da notare invece tutta una serie di arcaismi e stranezze nel linguaggio e negli accadimenti: De Angelis usa quasi costantemente il termine ‘causale’ come sinonimo di ‘movente’; descrive come ‘schiantato’ uno che si accascia affranto sul divano; dice ‘non pertanto’ piuttosto che ‘tuttavia’ o ‘ciononostante’ e ‘più tosto’ per ‘piuttosto’.
A pagina 41 De Vincenzi nota che il presunto colpevole è “Un po’ pallido, ma non troppo”: peccato che lui sia al buio completo e l’altro sia “illuminato dal di dietro”.
A
pag. 48 “Trovò facilmente l’uscio. Era l’unico chiuso, mentre gli altri si aprivano sul lungo corridoio”, ma ovviamente erano chiusi anche quelli!
A pag. 50 c’è chi “raccontò sobriamente, senza frasi” : cioè?!
E infine a pag. 56 “Non vaneggiava. Non era più sotto l’incubo del sogno.” Cioè succube di esso?

Ma veniamo alla usuale frequenza sfrenata, tipica degli anni ’30 (vedi Simenon e Némirovsky), con la quale i personaggi compiono dei gesti inconsulti: una ventina in 134 pagine effettive di testo.

Macchinalmente
Per una inconscia reazione
Distrattamente
Con un movimento automatico
Istintivamente
Quasi macchinalmente
Con un movimento macchinale
Istintivamente
Istintivamente
Automaticamente
Con uno scatto istintivo
Inconsapevolmente
Quasi inconsciamente
Per forza inconscia (!)
Senza accorgersene
Come un automa
Senza accorgersene
Con un movimento spontaneo
Inconsciamente pensai (?)
Con un movimento rapido, meccanico, da sembrare un tic nervoso.

M.M.

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