Succede che la palla è rotonda ma la testa di molta gente è quadrata.
All’indomani dell’ufficializzazione del passaggio al Milan da parte del giocatore juventino Leonardo Bonucci, i social hanno mostrato per l’ennesima volta il lato meschino dell’essere umano: se commenti ingiuriosi all’indirizzo del calciatore reo di avere tradito i colori bianconeri erano prevedibili (e tristemente previsti), ben più gravi sono quelli indirizzati al figlio più piccolo (e inaccettabili). Tifosi che il giorno prima dichiaravano sincera partecipazione alla famiglia Bonucci per le vicissitudini mediche di Matteo, adesso augurano le peggior cose, cancro compreso.
Questa non è fede calcistica, questo è estremismo bello e buono.

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