L'interSvista a
ILARIA GALLINARO
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| D. | Per scrivere da professionisti, basta il talento innato? |
| R. |
No.
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| D. | Su per giù quanti libri hai letto per ogni opera che hai scritto? |
| R. |
Almeno cinquanta (ma è una stima in negativo).
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| D. | Poesia, narrativa, saggistica, giornalismo: se un genere ti ha catturato più degli altri, sai il perchè? |
| R. |
Narrativa, perché mi piace la dimensione temporale del racconto e del romanzo, il tempo che si passa insieme nel leggere, la consuetudine, la confidenza, che rende triste come un addio la conclusione di ogni libro. La poesia è breve e ha bisogno di lunghi tempi di assimilazione (il che è bellissimo, come veder fiorire una pianta dentro di sé).
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| D. | La scrittura di oggi esige una differente preparazione culturale rispetto a quella necessaria ieri? |
| R. |
Forse.
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| D. | Di chi é la maggiore responsabilità se in Italia si legge così poco? |
| R. |
Probabilmente della scuola e di troppa televisione. I ragazzi non si annoiano più abbastanza per avere voglia di colmare con un libro un lungo pomeriggio di pioggia. La noia è maestra eccelsa e fa conoscere cose a cui magari non ci saremmo mai accostati se qualcuno ci avesse proposto alternative più facili e immediate.
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| D. | Come lo vivresti un eventuale insuccesso di critica e successo di pubblico? |
| R. |
Benissimo (per quel che conosco i critici e il pubblico non farei un gran conto del loro giudizio, ma solo di una cerchia ristretta di giudici che riterrei qualificati).
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| D. | Il tuo rapporto con l'editore è generalmente più d'amore o di odio? |
| R. |
Odio totale, perché non paga mai.
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| D. | Vincere oggi un importante premio letterario, appaga l'Ego dell'Autore tanto quanto soddisfa la sua borsa? |
| R. |
Non ne ho idea.
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| D. | Incide, nel successo di uno scrittore, l'appartenenza ad una corrente politica o ideologica? |
| R. |
Temo di sì.
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| D. | E' possibile, oggi, che un grande scrittore non venga mai scoperto e resti per sempre nell'ombra? |
| R. |
E' probabile.
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| D. | Qual è il tempo massimo di fama per un mediocre scrittore asceso agli allori per ragioni "promozionali"? |
| R. |
Dipende dalla durata della promozione.
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| D. | Quando metti la parola fine a una tua opera, hai la consapevolezza di quanto sei riuscito a dare o a non dare? |
| R. |
Assolutamente sì.
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| D. | Hai mai provato il desiderio di rinnegare qualcosa che hai scritto? |
| R. |
Raramente, ma con assoluta coscienza.
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| D. | Leggere un'opera altrui che giudichi eccellente ti stimola o ti scoraggia? |
| R. |
Mi incoraggia, perché c'è qualcuno bravo almeno come me. Il che, nel mare di sciocchezze che si legge costantemente, è una bella consolazione...
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| D. | Hai già scritto l'opera che hai sempre voluto scrivere? |
| R. |
Di saggistica sì, anche se ne scriverò spero di migliori, mi manca forse il romanzo, la raccolta di racconti. Chissà.
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| D. | Cosa ami del mondo e del tempo in cui in vivi? Cosa detesti? |
| R. |
Amo certe innegabili comodità, i viaggi in aereo, il telefono, i dischi. Tutto il resto fatico un po' ad accettarlo, dalla televisione in giù.
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| D. | Quale luogo comune, imperante nel nostro tempo, vorresti sfatare? |
| R. |
Che le donne e gli uomini abbiano le stesse opportunità.
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| D. | Qual è il valore più importate che ritieni vada difeso o recuperato? |
| R. |
La cultura, il sapere, la memoria (nel senso di sapere ricordare tante cose senza bisogno di cd rom enciclopedici.
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| D. | Dando un voto da 1 a 10, quanto sono della persona e quanto del "personaggio" le tue risposte in questa interSvista? |
| R. | 10 alla persona. Il personaggio non esiste ancora, e chissà se esisterà mai. |
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