L'interSvista a
MASSIMO INTROVIGNE
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| D. | Per scrivere da professionisti, basta il talento innato? |
| R. |
No, bisogna leggere molto e fare correggere i propri manoscritti sistematicamente da "editors" dotati della necessaria cattiveria, tanto più quando si deve o si vuole scrivere in più di una lingua.
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| D. | Su per giù quanti libri hai letto per ogni opera che hai scritto? |
| R. |
Dipende; se si tratta di ricerche su argomenti per me del tutto nuovi anche un centinaio.
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| D. | Poesia, narrativa, saggistica, giornalismo: se un genere ti ha catturato più degli altri, sai il perchè? |
| R. |
Saggistica: per gli altri non ritengo di avere talento.
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| D. | La scrittura di oggi esige una differente preparazione culturale rispetto a quella necessaria ieri? |
| R. |
Sì: perché migliaia di informazioni sono accessibili a tutti via Internet, quindi per dire qualche cosa di nuovo bisogna avere condotto delle ricerche approfondite e utilizzando una gamma di strumenti diversi.
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| D. | Come lo vivresti un eventuale insuccesso di critica e successo di pubblico? |
| R. |
Bene; nel mio campo la critica generica è raramente competente. Diversa è la critica delle riviste accademiche: se ti stroncano, di solito hai veramente sbagliato qualcosa e il successo di pubblico (per i saggi, sempre relativo) non ti compensa.
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| D. | Il tuo rapporto con l'editore è generalmente più d'amore o di odio? |
| R. |
Di solito è buono, con qualche delusione.
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| D. | Vincere oggi un importante premio letterario, appaga l'Ego dell'Autore tanto quanto soddisfa la sua borsa? |
| R. |
Probabilmente sì, anche se nel settore della saggistica specializzata i premi sono meno importanti.
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| D. | Incide, nel successo di uno scrittore, l'appartenenza ad una corrente politica o ideologica? |
| R. |
Sì quando ci si rivolge al grande pubblico (e si possono ottenere, per esempio, lucrosi passaggi su televisioni "amiche"). Molto meno nella saggistica accademica dove, alla fine, conta la "peer review", il giudizio dei tuoi pari.
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| D. | E' possibile, oggi, che un grande scrittore non venga mai scoperto e resti per sempre nell'ombra? |
| R. |
Mi sembra improbabile: oggi auto-pubblicarsi è facile e poco costoso.
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| D. | Qual è il tempo massimo di fama per un mediocre scrittore asceso agli allori per ragioni "promozionali"? |
| R. |
Qualche anno.
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| D. | Quando metti la parola fine a una tua opera, hai la consapevolezza di quanto sei riuscito a dare o a non dare? |
| R. |
Sì; non sono mai totalmente soddisfatto ma devo tenere conto dei limiti di pagine e tempi di consegna imposti dall'editore.
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| D. | Hai mai provato il desiderio di rinnegare qualcosa che hai scritto? |
| R. |
Sì; come tutti coloro che scrivono di saggistica non condivido più certe valutazioni di molti anni fa e su qualche punto sono emersi nuovi documenti che modificano la prospettiva. Di solito correggo l'errore in opere successive, segnalando dove avevo sbagliato (quasi tutti i saggisti accademici lo fanno).
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| D. | Leggere un'opera altrui che giudichi eccellente ti stimola o ti scoraggia? |
| R. |
Mi stimola; di solito faccio attenzione alle note e ordino i libri citati che mi mancano.
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| D. | Hai già scritto l'opera che hai sempre voluto scrivere? |
| R. |
Sì, l'"Enciclopedia delle religioni in Italia".
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| D. | Cosa ami del mondo e del tempo in cui vivi? Cosa detesti? |
| R. |
Credo che si debba trarre il meglio dall'epoca in cui siamo chiamati a vivere, senza stare troppo a fantasticare su epoche passate o future.
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| D. | Quale luogo comune, imperante nel nostro tempo, vorresti sfatare? |
| R. |
Quello secondo cui le scelte strane, bizzarre o anche criminali non sono veramente scelte della persona ma sono imposte da altri tramite la manipolazione, il lavaggio del cervello o i condizionamenti culturali. Contro questo mito ho scritto il mio libro "Il lavaggio del cervello: realtà o mito?", e qualche decina di articoli. Ultimamente, chi pensa così non crede nel libero arbitrio, e questo lo porta a proposte politiche e culturali repressive (per esempio, contro le minoranze religiose bollate come "sette", o contro forme di letteratura popolare che "lavano il cervello" ai bambini, ai giovani o alla classe operaia) che mettono in pericolo la libertà di tutti.
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| D. | Qual è il valore più importate che ritieni vada difeso o recuperato? |
| R. |
La libertà, ma è meglio dire "LE libertà" perché la libertà rischia facilmente di essere percepita come un ideale generico e astratto: libertà di religione, di cultura, di intraprendere, e così via.
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| D. | Dando un voto da 1 a 10, quanto sono della persona e quanto del "personaggio" le tue risposte in questa interSvista? |
| R. | A prima vista direi che sono tutte della persona, ma la distinzione persona/personaggio riesce molto meglio dall'esterno. |
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