L'interSvista a
MARCO SAYA
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| D. | Per scrivere da professionisti, basta il talento innato? |
| R. |
No, personalmente faccio il riferimento con la musica, un 50% di sensibilità e un 50% di grande studio tecnico.
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| D. | Su per giù quanti libri hai letto per ogni opera che hai scritto? |
| R. |
Non esiste un parametro definibile in modo certo, ho sempre letto molti libri di poesia sin dai tempi del liceo.
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| D. | Poesia, narrativa, saggistica, giornalismo: se un genere ti ha catturato più degli altri, sai il perchè? |
| R. |
La poesia perchè amo la sintesi.
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| D. | La scrittura di oggi esige una differente preparazione culturale rispetto a quella necessaria ieri? |
| R. |
Ritengo di si, la questione è complessa e gli strumenti
didattici, amio avviso, sono totalmente inadeguati. |
| D. | Di chi è la maggiore responsabilità se in Italia si legge così poco? |
| R. |
Le grosse case editrici concorrono a demotivare il lettore con la spazzatura proposta.
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| D. | Come lo vivresti un eventuale insuccesso di critica e successo di pubblico? |
| R. |
Bene, l'importante è parlare il linguaggio del proprio tempo, aspetto che la critica non afferra.
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| D. | Il tuo rapporto con l'editore è generalmente più d'amore o di odio? |
| R. |
Con alcuni di grande amore, ben pochi in verità... |
| D. | Vincere oggi un importante premio letterario, appaga l'Ego dell'Autore tanto quanto soddisfa la sua borsa? |
| R. |
I premi letterari? Una truffa!
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| D. | Incide, nel successo di uno scrittore, l'appartenenza ad una corrente politica o ideologica? |
| R. |
Vedremo con le prossime elezioni, la domanda la girerei alle cupole editoriali.
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| D. | E' possibile, oggi, che un grande scrittore non venga mai scoperto e resti per sempre nell'ombra? |
| R. |
Questa è la normalità...
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| D. | Può durare oltre la sua generazione la fama di un mediocre scrittore asceso agli allori per ragioni "promozionali"? |
| R. |
No, alla fine è sempre il tempo a decretare il winner oltre la breve stagione, Pasolini insegna!
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| D. | Quando metti la parola fine a una tua opera, hai la consapevolezza di quanto sei riuscito a dare o a non dare? |
| R. |
No, la consapevolezza arriva, nel mio caso, sempre dopo.
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| D. | Hai mai provato il desiderio di rinnegare qualcosa che hai scritto? |
| R. |
Spesso e volentieri!
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| D. | Leggere un'opera altrui che giudichi eccellente ti stimola o ti scoraggia? |
| R. |
Mi stimola come ascoltare un buon disco di B.B. King.
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| D. | Hai già scritto l'opera che hai sempre voluto scrivere? |
| R. |
Ancora no, sarebbe presuontoso affermare il contrario.
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| D. | Cosa ami del mondo e del tempo in cui in vivi? Cosa detesti? |
| R. |
Poco. Detesto la sovrumana ipocrisia e senso di onnipotenza di mediocri cantori di un sistema arrivato alla fine dei propri giorni.
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| D. | Quale luogo comune, imperante nel nostro tempo, vorresti sfatare? |
| R. |
Il mito dell'immagine, della fama e del guadagno facile, esche per gli imbecilli con poca voglia di "sbattersi".
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| D. | Qual è il valore più importate che ritieni vada difeso o recuperato? |
| R. |
Il valore della vita e del rispetto per gli altri.
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| D. | Dando un voto da 1 a 10, quanto sono della persona e quanto del "personaggio" le tue risposte in questa interSvista? |
| R. |
La contraddizione è quella cosa che permette di farci crescere in tempo reale...La coerenza tra persona e personaggio fanno parte di un'unica maschera che non sempre è facile far coincidere, ad ogni modo mi attribuisco una sufficienza piena e poi si vedrà. |
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