Scagli la prima pietra chi non ha mai letto o sentito, nell’eloquio dei politici nostrani, parole come:

premier, leader, leadership, governance, new economy, job act, spread, bound, spending review, rating, default, welfare, road map, election day, team, staff, authority, privacy, know-how, deadline, devolution, new entry, outsider, meeting, performance, congestion, corporation, scouting, partner, boom, task force, check point, work in progress, low cost…

…e via anglicizzando. Queste ingleserìe ci sono oramai così famigliari che, almeno nella maggior parte dei casi, ne comprendiamo appieno il significato e, laddove sorgono dei dubbi, fingiamo che sia tutto chiarissimo. Ma lo è davvero? Proprio sempre? Siamo certi di sapere, ad esempio, che per newtown s’intende un piano di ricostruzione edile provvisoria in zone colpite da calamità, e che l’endorsement è una dichiarazione pubblica di supporto o di approvazione? Che lo showdown è il confronto diretto per risolvere una disputa?
Comunque sia, resta una domanda: perché una classe dirigente italiana così brava ad imitare (a parole ma assai meno nei fatti) quella americana, rimane caperbiamente a fare danno da noi? La risposta ce l’ha forse data il ministro Fornero: non sono inadeguati i politici, gli economisti, i giornalisti del nostro Paese: siamo ‘noi’ un popolo di poveri, piccoli, piagnoni “choosy”!

Un volo pindarico, ma neppure tanto. Ovvero: come il possibile può diventare probabile
Immaginiamo che il Parlamento italiano abbia un suo organo d’informazione interno dal titolo “Il Gazzettino del Parlalvento” (Gazzettino potrebbe anche iniziare con la C).
Immaginiamo che venga distribuito gratuitamente (tanto lo paghiamo noi!) ad ogni deputato e senatore.
Immaginiamo in quale forma giornalistica porebbero essere esposte le notizie.
Immaginiamo che il pezzo sarebbe, più o meno, redatto così:

“Il premier Matteo Renzi afferma la sua forte leadership accelerando la road map del suo discusso in vista di un election day tutto da definire. Il resto della governance, nel frattempo, chiede che sia aperto con urgenza il question time relativo all’incidente che ha coinvolto il Ministero del Welfare malgrado l’inutile intervento dell’authority per la privacy che aveva imposto uno stop al leitmotiv del gossip mediatico sul presunto droga-party dei portaborse.
Tutto ciò mentre, riguardo all’economia, lo spread si attesta a valori stabili allontanando, se pure di poco, il rischio del default nazionale. Archiviata dunque la ‘old wave’ delle escort berlusconiane, il prossimo step del neo-premier si profila ricco di know-how sgorgati dai futuri brain storming del suo team di ministri outsider e delle relative new entry sottogovernative. Nessun break all’orizzonte per il team di governance neppure durante il prossimo week-end: la parola d’ordine è “sopportiamo lo stress per evitare un inaccettabile flop al già troppo provato Paese”.
(A firma degli editors del Magazine)

Appurato che la terminologia anglofila si spreca negli ambienti politici perché l’Italia è il Paese con i parlamentari, sottosegretari e portaborse più ‘trendy’ del mondo, vediamo cosa realmente succede nel campo dell’informazione nostrana; quella per intenderci, che dovrebbe rivolgersi al popolo intero, in primis all’elettorato italiano che, come la nostra Costituzione sancisce, comprende tanto l’intellettuale radical-chic quanto il pastore operante sull’altopiano delle Madonìe; tanto l’onorevole Santanchè quanto la mamma-casalinga di Voghera; tanto il colonnello degli alpini in pensione quanto il ventenne rockettaro strafatto.
E invece tutti, democraticamente, veniamo informati attraverso il vocabolario che qui precede e segue.

LA TELEVISIONE DI STATO: QUALCHE TITOLO DEI PROGRAMMI
Alla faccia dell’italico orgoglio!

RAI UNO
POLE POSITION – OVERLAND 7 – UNO MATTINA MAGAZINE – EURONEWS – PLAYER – EASY DRIVER – ecc…

RAI DUE
VIDEOCOMIC – V FACTORY: inside the word – TG2 FLASH – CARTOON FLAKES – LOL 🙂 – 2NEXT ECONOMIA – MADE IN SUD – THE VOICE OF ITALY – TG2 EAT PARADE – DRIBBLING – VOYAGER FACTORY – ecc…

RAI TRE
MORNING NEWS – BLOB – AMERICA TODAY – SHOWNET – MASTERPIECE talent show – RAI NEWS Magazine tematico – SUPERZAP – NEXT – ecc…

Mentre ci siamo, uno sguardo al palinsesto di…
TV7
REPORTER – PALCO ON AIR – BREAKSPORT – MAGIC CINEMA – VG7 FLASH – ecc…

PUBBLICITA’

ALCUNI ESEMPI: GLI ‘SLOGAN’ DEI NOSTRI ‘SPOT’
Sempre alla faccia dell’italico orgoglio!

Benché sia superfluo, segnaliamo che il termine angloamericano ‘slogan’ deriva dall’antica voce gaelica ‘sluagh-ghairm’ che significa ‘chiamata dell’esercito’.
In un secondo tempo il termine viene usato col significato di ‘grido di guerra’ dai clan scozzesi e, a partire dal XVII secolo, ha il valore, in Inghilterra, di ‘parola d’ordine’ di una causa o di un partito e quindi è usato in un primo tempo per indicare le formule di propaganda politica e, di seguito, quelle di propaganda commerciale.
Lo spot, invece, è un breve messaggio pubblicitario (uno “spot radiofonico” o uno “spot televisivo”).

– VODAFONE ITALIA – Life is now – DIERRE – Your home. Your life

– FINDUS ITALIA – That’s amore

– PERFETTI – Brooklyn, la gomma del ponte

– HOLLYWOOD – Le gomme del californiano

– RANA (sugo al salmone) – Sal-mo-ne. I’m Scottish, not deaf!

– MARTINI – No Martini, no party!

– CAMPARI – Red passion!

– PAVESI RINGO – Merenda ufficiale dei Ringo Boys

– LANCIA DELTA – The power to be different

– LANCIA Y10 – Oui, je suis Catherine Deneuve…

– BREIL – Don’t touch my Breil!

Sempre gruppo Binda. Altri marchi:
Hip Hop / Chronotech / Freestyle California

– ULTRABRAIT – Con il bianco sorriso Ultrabrait lo conquisterai

– BENETTON – United Colors of Benetton

– SAN PELLEGRINO – Sanbittèr: c’est plus facile!

– CINZANO: Cinzanino – Mix cosi max… il Cinzaninooo!

– TARTUFONE – Tartufon, c’est bon!

– CIRIO – Superbe! (con G. Depardieu)

– CARRERA JEANS – Carrera, I love you, Carrera

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