GLI ECCESSI DI ISAAC SINGER

Nella sua ennesima antologia di racconti scritti tra il 1970 e il 1975,“Vecchio amore” (Longanesi 1980, poi Club degli Editori 1981, 250 pp.), il ‘vecchio’ Isaac ci stupisce una decina di volte, addirittura con dettagli sconci alle pagine 237 e 240, inusuali nelle sue opere, altrimenti sempre misurate, quasi compassate.

Elenchiamo di seguito i particolari più sorprendenti:

alle pagine 65/66 Meir si innamora così appassionatamente di Elka che “Sentiva la sua mancanza persino quando erano insieme”.

A pag. 74 Elka, necrofora cinica a sua volta sul punto di decedere, necessita di un’iniezione di ottimismo: “Tante morti in un solo giorno rianimarono il suo spirito, per cui per un po’ conversò con voce piena di salute”. Contenta lei!

Similmente, durante un viaggio in Israele, a pag. 112: “Eravamo persino riusciti a dire qualche battuta di spirito su amici che da molto tempo erano ridotti in cenere”.

Raccapriccio a pag. 128: “Il sole emerse come una testa insanguinata dal grembo materno”. Bah!

Tra pag. 196 e 197 il Nostro fa apparire una minigonna a Tel Aviv negli anni ’50: un po’ prestino.

Tra le pagg. 216 e 217 Singer parte nel ’56 in pullman da Ginevra alle tre del pomeriggio direzione Spagna, conosce una tizia le cui chiacchiere lo fanno assopire fino a notte, quando viene svegliato dall’autista, e lui afferma: “Non ero in grado di orientarmi al punto da decidere se fossimo ancora in Isvizzera o già in Francia”. Possibile? Appena si lascia Ginevra verso ovest si è già subito in Francia!

Di ritorno/fuga dalla suddetta gita in Ispagna, a pagina 241 compra un biglietto ferroviario da Siviglia a Ginevra, via Biarritz (?!). Evidentemente l’orientamento continuava a non funzionargli!

M.M.

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