ASPETTANDO PRIMAVERA, CON BANDINI

Per un misero euro al mercatino di Piazza Abba abbiamo incamerato “Aspetta primavera, Bandini” (Einaudi Stile Libero, 2005, pp. XXXIII + 240), il secondo libro di John Fante (1938) dedicato alla saga pseudobiografica della famiglia di abruzzesi trapiantati in Colorado.
Il traduttore Carlo Corsi e l’Autore stesso ci hanno lasciati interdetti sui seguenti punti:

– a pagina 33 “il becco cruento di un falco” forse sarebbe più adeguato ‘feroce/bellicoso/sanguinario’.

– A pag. 35 la tremenda nonna Donna Toscana annuncia per lettera il suo arrivo ‘domenica pomeriggio’; invece a pag. 73 “arrivò domenica a mezzogiorno”.

– Refuso a pag. 80: “Era polpa di manzo, tritata per fame delle polpette.” Farne!

– A pag. 103 Arturo detesta vieppiù il fratello cadetto August, ma il testo lo definisce ‘Costui’. Magari ‘Questi’.

– A pag. 128 e a pag. 178 strani eventi fisiologici: “Un improvviso zampillo di sangue gli rintronò in gola.” E: “La gola di Svevo venne inondata da un fiotto di sangue; l’uomo deglutì.” …Ma è linguaggio metaforico.

– Temperatura soggettiva a pag. 167: “Il fuoco arde ancora. Nessun difetto. Funziona bene.” Ma poco dopo: “La donna si strinse la pelliccia addosso, rabbrividendo nella stanza gelata”.

– A pag. 170: (…) gli avevano sequestrato la paga.” Meglio ‘trattenuto/confiscato’.

– Terminiamo con un altro refuso a pagina XXV, nel capitolo dedicato alla biobibliografia di John Fante: (Suo padre) Nick Fante, uomo violento e staturnino”.

M. M.

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