“LA RETE DI PROTEZIONE” NON PROTEGGE CAMILLERI

“Questo libro, composto nel 2015 (uscito a maggio 2017 per Sellerio, 290 pp), è stato il primo non scritto ma dettato.” comunica il Grande Siciliano nella Nota, a causa della sopravvenuta cecità. Dobbiamo quindi supporre che il testo l’Autore l’abbia tutto in testa e che una volta riversato su carta o simili, qualcuno dovrebbe rivederlo, correggerlo e rileggerglielo per scongiurare eventuali incongruenze, quasi sempre assenti nei suoi cento e passa volumi.

Un paio di queste, veniali, si riscontrano a pagina 152: “Volissi dari macari ‘n’occhiata alla scola stamatina doppo mezzojorno”; e tra le pagg. 222 e 230, quando Montalbano e il fidatissimo Catarella devono usare il computer di nascosto: “Tutti nisciuti fora sunno. Soli semu, dottori”, però poi: “Senti ‘na cosa: c’è Gallo?” “Sissi” . Ma ancora, a pagina 245: “…aieri a sira quanno siete annati via tutti, ho chiamato a Catarella…”.

Vi è poi una questione di lana caprina relativa all’età di certi studenti frequentanti la scuola Pirandello, probabilmente una media, ma forse un liceo, in quanto a pagina 146 gli allievi vengono definiti ‘picciotteddri’ e ‘picciliddri’:

a pag. 174 i “picciotti/picciotteddri quinnicini o suppergiù” frequentano una pizzeria di fronte “macari se la scola era chiusa”;
alle pagg. 233 e 239 si parla di “un picciliddro, un picciotteddro di tridici anni” (frequentante la IIIB); a pag. 241 addirittura di “una picciliddra di ‘na quindicina d’anni”;
infine a pag. 263 “Luigino … era finalmenti tornato a essiri un nicareddro tridicino”. Finora pensavamo che il termine ‘picciliddro’ potesse riferirsi solo ai bambini.

M.M.

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