MOLTO BELLO L’ULTIMO ROBECCHI

…..“Flora” (Sellerio, mar. 2021, 365 pp.) è davvero un gran bel giallo, che prosegue la saga di Carlo Monterossi e amici, intervallandola e attorcigliandola col racconto della vita sregolata e presto stroncata dai nazisti del poeta surrealista Robert Desnos.
Ma alla fine della lettura ci sono rimasti tre quesiti da porre all’Autore: perché a pagina 37 definisce Trattato di Ginevra quello che di solito viene definito la Convenzione di Ginevra, ma che più precisamente sarebbero le Convenzioni, essendocene state varie.

– Perché a pag. 154 a Porta Romana ‘bella’ ci sarebbero “i viali con gli alberi”: mai visti senza!

– Ma soprattutto perché, avendo incentrato il clou dell’intreccio “alle 21 del 24 luglio, un sabato sera italiano”, abbia in pratica ambientato la vicenda nel 2021 e non nel 2020, quando quel sabato sarebbe caduto il 23.

…..Ci diamo una risposta: per il solito gusto dell’instant book o della fantascienza a brevissima scadenza, che però lascia spiazzato il lettore, il quale ha automaticamente registrato che si è in pandemia (uso di mascherine FFP2 citate una decina di volte e a pag. 317 si legge addirittura: “Milano è deserta, sembrano i giorni più duri del lockdown”), ma malgrado ciò sui treni della metropolitana vi è sempre ressa, i protagonisti si spostano liberamente in città, svolgono le loro attività abituali, s’incontrano, si abbracciano, si baciano, si accoppiano.
Delle due l’una: o il luglio scorso l’allentamento delle restrizioni liberticide aveva dato il via libera a tutto questo, oppure Alessandro Robecchi spera che il prossimo luglio sarà di nuovo così.

…..M. M.

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