I TIC DI MICHEL TOURNIER

Ci eravamo fatti persuasi, dalle diffuse letture di vari decenni fa, che gli stilemi tipici del grande narratore francese fossero ‘Au demeurant’, ‘Tant s’en faut’ e ‘médusé’ (pietrificato dallo sguardo di Medusa, sbalordito, sbigottito); ma riaffrontato il suo capolavoro assoluto del ‘75 “Les météores” (Gallimard, collection folio n. 905, 1987, pp. 630), possiamo ora precisare che il più frequente è proprio il primo, presente 20 volte nel testo, mentre il secondo compare solo tre volte, e ‘médusé’, sfruttatissimo in altri libri, mai: invece s’incontra spesso il termine ‘hagard(e)’ = stravolto; sconvolgente. Per la cronaca, ‘machinalement’ appare solo tre volte.

Diamo ora conto di qualche imprecisione reperita nel romanzo-fiume del Nostro: nel capitolo ‘Les miroirs vénitiens’ i sei sestieri di Venezia vengono definiti ‘quartiers’… E la cosa viene ripresa anche nella traduzione in italiano della musa montaliana Maria Luisa Spaziani in “Le Meteore” (Mondadori, 1979, pp.426).

Un minimo cortocircuito temporale tra le pagine 442 e 443 (nella traduzione, alle pp. 297 e 298): la fuga/tradimento di Jean viene fatta risalire a solo due mesi fa, oppure a tre mesi fa.

Più enigmatica, per il lettore, è l’ambientazione temporale della vicenda: dai dati anagrafici dei protagonisti (il sedicente bigemello JeanPaul avrebbe visto la luce nel 1931) e da certi fatti luttuosi successivi, si deduce che il capitolo a Venezia avviene nel ‘56/’57, ma a pagina 458 Hamida afferma di avervi vissuto la grande inondazione del 1959; e in effetti, nei capitoli successivi, si va precisando che il fantomatico inseguimento di Paul al transfuga (?) Jean sta avvenendo nel ‘60/61.
Però allora Tournier anticipa troppo lo yo-yo luminoso di pag. 459: tali oggetti ebbero vasto successo solo a cavallo degli anni ‘70/’80.
Anche nel capitolo dedicato all’Isola dei Lotofagi, da una serie di dettagli forniti dall’Autore, le vicende narrate oscillano nell’ambientazione temporale di una decina d’anni, dal ’36 al ’45.

Infine, a pagina 566, compaiono degli hippies, “giovani borghesi intellettuali di buona famiglia, in rotta con i genitori”, nel 1961: un po’ presto se si considera che il movimento nascerà ufficialmente soltanto nel ’67, l’estate dei fiori!

Marco Morello
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