SIMENON E IL FIGLIO CARDINAUD

…..Adelphi continua nella benemerita impresa di pubblicare tutto Simenon e noi, prendendo spunto dalla nuova traduzione di “Le fils Cardinaud” del ’41 (“Il signor Cardinaud”), andiamo a rileggere la prima italiana del settembre 1957, “Sangue alla testa” (Mondadori, “Il Girasole” n. 75, 166 pp, £ire 200), da attribuire nel bene e nel male a Federico Federici.

Nel testo compaiono solo sette ‘meccanicamente’ e un ‘distrattamente’, ma gli ‘ohibò’ sono molti di più e andiamo doverosamente ad elencarli:

a pagina 12 il belga fa della poesia: “il brusio aereo del mare sull’arena…”, ma trattasi di rena !

Alle pagg. 20,21 e 162, chissà perché, ‘via de la Pie’ non viene tradotta ‘via della gazza’.

Alle pp. 22 e 79, la ‘rastrelliera’ per le pipe viene chiamata ‘ringhierina’.

A pag. 36 “Tra gl’impiegati e il pubblico c’era un’impennata con gli sportelli.” Impannata!

In tre occasioni Federici fa sfriggolare qualcosa, con due “g”.

A pag. 65 sbaglia l’ausiliare: “… che non avrebbe più arrossito davanti a loro.”

A pag. 88 “Chissà se la signorina Trichet si arrotolava i capelli?” Magari se li arricciava coi bigodini?

A pag. 102 ci resta un dubbio: “Il ribes sanguina nelle siepi spinose”. L’uva spina sì, ma il ribes?

A pag. 104 ‘lo terranno responsabile’ per ‘riterranno’.

A pag. 113 “… più ancora che per l’addietro”, cioè ‘in precedenza’.

A pag. 126 ‘frascata’ per ‘frascato’, vale a dire ‘pergola/pergolato’.

A pag. 141 troviamo “le girelle delle cartoline illustrate”, cioè i trespoli girevoli.

A pag. 149 ‘tinto’ per ‘stinto’.

…..Morale: per tradurre non sempre ci si può fidare dell’istinto!

M. M.

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