SIMENON ESAGERATO E JUST LAZZARI SCIAGURATO

Nel maggio ’62 Mondadori inaugurava la mini-collana “L’altro Simenon” con il volume “Il segretario” (344 pp. per 1600 Lire), traduzione di “L’ainé des Ferchaux” (1945), da parte di Bruno Just Lazzari, mentre i successivi quattro volumi usciranno/uscirono con le versioni di Elena Cantini.
Simenon “esagera”, a parte per l’uso piuttosto frequente (15 volte) dell’avverbio ‘machinalement’, sempre tradotto col greve ‘macchinalmente’ e addirittura ‘un’occhiata macchinale’, in un paio di occasioni: a pagina 128 fa quasi scapicollare il suo protagonista a scendere una scala quattro a quattro scalini per volta… Vorremmo vederlo, dopo! E a pagina 191, quando il maggiore dei Ferchaux, ormai ‘vecchio’, ricorda che oltre cinquant’anni prima aveva quasi fatto all’amore con Jouette; ma siamo nel 1935 e lui era nato nel 1873 = 62 anni: meno oltre 50… Precoce il ragazzo!
Mentre le ‘sciaguratezze’ del traduttore sono innumerevoli e andiamo ad elencarle in ordine di apparizione, ma senza indicazione di pagina – il lettore deve fidarsi: sono tutti dei (sic).

‘Bancs’ sono dei ‘banchi’, invece che delle ovvie ‘panche’ in una stazione ferroviaria.
“Picciuolo di bronzo” per ‘batacchio’, ‘picchietto’.
“Intervista” per amplesso, rapporto sessuale, convegno amoroso. (L’originale francese ha ‘ébats’ = trastulli, svaghi, divertimenti).
– “Macchina a guida interna” per ‘limousine’.
“Porta carrese” per ‘carraia’.
“Impostare quella lotta sorda Intraprendere, iniziare, ingaggiare.
“Iscritta” per ‘registrata’ in albergo.
“andaste … mettiate” per ‘alliez … mettiez’.
“Bottoni d’acne” e “follicoli cutanei” per ‘brufoli’.
“Sottocchi” per ‘occhiaie, borse sotto gli occhi’.
“Parole in totem” per ‘in codice’.
“Era contento di fare all’amore, di farlo senza orgasmo” (?!) L’originale ha ‘fièvre’ = passione ardente.
“Compresse” per ‘impacchi’.
“Sozzamente” per ‘vigliaccamente’.
“Tutti gli specchi gli ributtavano la propria immagine”. Rinviavano la sua?

Infine troviamo una prostituta “con l’età canonica” (?), ma questa è proprio di Simenon.

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RECORD DI SIMENON NEL ’42

Tra il ’62 e il ’63 Mondadori pubblicò cinque ambiziosi volumi nella collana “L’altro Simenon”, con prezzi variabili da 1200 a 1600 lire (attualmente la loro quotazione oscilla tra i 25 e i 40 euro cadauno, ma risultano un tantino ardui da reperire).
La traduzione di “La finestra dei Rouet” (scritto nel 1942, uscito nel luglio ’62, 202 pp.) fu affidata a Elena Cantini che, in 180 pagine effettive, dovette destreggiarsi col solito avverbio fétiche dell’autore belga, ‘machinalement’, per ben 22 volte: un record!
Le sue varie scelte in italiano furono: 14 macchinalmente (comodo, ma orrendo): quattro inconsciamente; istintivamente; involontariamente; suo malgrado; con gesto meccanico. Per contro, è sorprendente, da parte di Simenon, l’uso di ‘consapevolmente’ a pagina 104: una vera rarità.
Ma veniamo alle pecche della traduttrice: Cantini scrive sempre ‘ai Champs-Elysées’; opta per ‘combinazione’ invece di ‘sottoveste’ (in quegli anni le popolane piemontesi utilizzavano i termini ‘camisola’ o ‘cumbineuse’); e usa ‘successo’ per ‘succeduto’ a pagina 179.
Ma la cantonata enorme la prende nell’altro volume della serie, “Il grande Bob” (settembre ’62, 200 pp.), dove, a pagina 65, ci fa conoscere “la famiglia Untel” senza tradurre quello che le parve un cognome, mentre il termine significa Tal-dei-Tali!

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ELENA CANTINI PER GEORGES SIMENON

Nell’agosto del ’63 Mondadori pubblicò, nella collana “L’altro Simenon”, “La cassaforte dei Mauvoisin” (titolo originale “Le voyageur de la Toussaint”, del 1941, 272 pp. ma 249 effettive), per la traduzione di Elena Cantini, la quale nell’occasione dovette misurarsi solo una decina di volte col ‘machinalement’ del belga, cavandosela con sei ‘macchinalmente’, due ‘gesti macchinali’, ‘senza riflettere’, ‘distrattamente’, oltre alla perla assoluta: ‘un’occhiata macchinale’!
Ma veniamo alle stranezze più vistose della traduttrice:

– a pagina 115 si inventa “dei piatti sbrecciati” per ‘sbreccati’;
– un ‘mari trompé’ per lei è un ‘marito ingannato’, come da vocabolario Boch per esempio, ma ovviamente si tratta di ‘tradito’, proprio nel senso di ‘cornuto’;
– a pag. 208 usa ‘prenome’ per ‘nome di battesimo’;
– invece di ‘ovattato’ preferisce ‘feltrato’ (?);
– a pag. 267 “tutta la città si era drizzata contro di lui”. Magari ‘sollevata’!

Invece due dettagli contrastanti sono da attribuire all’Autore: a pagina 122 Gilles afferma di essere salito un momento per andare nel suo studio, ma a pag. 123 si contraddice: “Prima di tutto bisogna che io scenda un momento in studio…” Mentre per il resto del libro è confermato il piano di sopra.
A pag. 245 infine appare assolutamente incongruo che il protagonista passi la notte di Natale accolto affettuosamente in casa della zia Eloi, che lui ha appena denunciato al Procuratore il quale istruirà un processo per assassinio contro di lei.

M. M.

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